Topi sul lungomare: così accogliamo i turisti?



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Topi

Lotta all’inciviltà, regolamentazione della raccolta differenziata, Bari Guest Card. Ma finché passeggeremo insieme ai topi, Bari non sarà mai una città turistica

Bari città turistica o Bari albergo per i roditori? In questo periodo, il confine è sottilissimo, e non già perché siano i secondi ad essere la novità. L’amministrazione Decaro sta facendo di tutto per contraddistinguere il suo quinquennio dando al Capoluogo il marchio di perla del Sud, meta ambita da turisti nazionali e stranieri. Una perla, però, erosa dai topi che passeggiano indisturbati tra gli scogli del nostro lungomare, come documenta ampiamente la galleria qui sotto.

Facendo un giro sulla Muraglia, in questi giorni si possono sul serio ascoltare parlate forestiere: dall’inglese al tedesco agli accenti del Nord Italia, passando per l’ampio ventaglio di idiomi dell’est Europa. Eppure i turisti non sembrano essere gli unici a gradire i suggestivi boulevard baresi. Scendendo una rampa di scale per affacciarsi sul mare, si può, infatti, scorgere un’allegra famigliola di topi (o forse una colonia, a giudicare dalle presenze che toccano l’ordine delle decine) che si gode il lungomare Imperatore Augusto, tra piazza del Ferrarese e la Basilica di San Nicola. Topi che, con il clima umido che ci soffoca in agosto e con la sporcizia che i bravi baresi contribuiscono a creare, parrebbero esortati ad uscire allo scoperto per cercare cibo e mettere in mostra le formidabili abilità natatorie che contraddistinguono la loro specie.

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: è giusto che i turisti (che pur ci sono, e non pochi) si godano un panorama effettivamente molto gradevole in compagnia dei topi, dopo essersi già dovuti sorbire il parcheggiatore abusivo che per i suoi “servigi” pretende un euro (una volta chiedevano “un caffè a piacere”) in largo Cristoforo Colombo o in piazza Prefettura (sotto gli occhi del Comune, per altro)? E, soprattutto: è giusto che si dia di Bari l’immagine di una città ferma alla Grande Peste del 1348?

L’amministrazione Decaro sta portando avanti lotte senza quartiere a chi sporca, inquina e non rispetta le regole. Lo stesso sindaco si è più volte lamentato, a mezzo stampa o a mezzo social, del fatto che con negozi chiusi a Ferragosto e immondizia sui marciapiedi non si possano accogliere come si deve i turisti, che siano stanziali o di passaggio è questione di pura lana caprina.

Il fatto, però, che continuino ad esserci i topi sul lungomare, e che anzi sembrino aumentare col passare degli anni, il dubbio che quelle dell’amministrazione comunale siano iniziative, e lamentele, puramente esteriori te lo fa venire, e fai fatica a respingerlo.

I post su Facebook che ritraggono l’immondizia abbandonata da ristoratori e comuni cittadini in pieno centro, la presentazione in pompa magna della Bari Guest Card, le retate di San Nicola contro le fornacelle abusive sono tutte cose sacrosante, e guai a chi dice il contrario. Se poi, però, giri l’angolo e ti ritrovi i topi che si arrampicano sulle palme o che squittiscono in riva al mare, il parcheggiatore abusivo che ti molesta con le sue assurde pretese, il tizio che ti vende la Peroni a un Euro tirandola fuori dal vascone, allora vuol dire che Bari vive ancora in un grande Gattopardo: se vuoi che nulla cambi, tutto deve cambiare.

Per carità, topi e abusivi a Bari ci sono da sempre e probabilmente sempre ci saranno (la soglia di tolleranza dei baresi è, in questo senso, veramente molto alta). Tutte le cose che non vanno in questa città non ce le ha messe di certo Decaro, ci mancherebbe altro. Quello che si può rimproverare all’amministrazione presente è che, magari, sta facendo il passo più lungo della gamba. Attrarre visitatori è uno sbocco meraviglioso per l’economia della nostra città. Prima, però, di intraprendere il percorso di apertura al mondo, sarebbe meglio assicurarsi di aver rimosso la sporcizia, e non semplicemente di averla ben (???) nascosta sotto il tappeto.

Si potrebbe, per esempio, cominciare da una bella derattizzazione che chiuda il lungomare almeno per un paio di giorni. Magari qualche barese capirebbe che i topi pasteggiano lì dove qualcuno gli crea l’habitat a loro più congeniale, fatto di degrado e sporcizia.

L’ultimo post del primo cittadino su Facebook promette che la battaglia per l’educazione civica prima o poi sarà vinta. Noi glielo auguriamo, e soprattutto lo auguriamo alla nostra bellissima città. Altrimenti torneremo a fare la solita vita di sempre: senza turisti ed in compagnia dei topi. Almeno loro hanno dimostrato di amare sinceramente Bari e il suo lungomare.

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