Tilt Camp 2016, a Monopoli il “riscatto delle vite sommerse”

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Si svolgerà dall’8 all’11 settembre a Calacorvino il Tilt Camp 2016, lo spazio di dialogo creato dai giovani dell’omonima associazione di promozione sociale. Maria Pia Pizzolante: “un’occasione per dar voce alla buona politica

La politica pugliese riparte dal basso, dai giovani, dal dialogo tra i cittadini e le istituzioni. Nasce con questo obiettivo il Tilt Camp 2016, che si svolgerà da giovedì 8 a domenica 11 settembre a Monopoli, nella suggestiva location del resort Calacorvino.

Un campeggio, organizzato dalla Onlus Tilt, che unisce il divertimento tipico dell’ultimo scampolo di estate (meteo permettendo, anche se gli organizzatori garantiscono lo svolgimento degli eventi anche nel caso in cui si verificasse l’annunciato maltempo) ad ampi spazi di dialogo sui temi più caldi della politica e della società italiana. Sono, infatti, ben 12 i workshop che si terranno nella intensa tre giorni del Tilt Camp 2016, alla presenza di un parterre di prim’ordine. Tanti i temi che verranno affrontati: dall’immigrazione alla solidarietà, passando per la riforma costituzionale, le politiche occupazionali e tanti altri argomenti di attualità politica e sociale.

Abbiamo deciso di organizzare il Tilt Camp 2016 in Puglia – spiega, in apertura della conferenza stampa di presentazione dell’evento tenutasi stamattina in Regione, Francesca Lacitignola, tra le organizzatrici della manifestazione – perché questa Regione, negli ultimi 10 anni è stata un laboratorio politico fervente. Volevamo continuare su questa linea, facendo confluire in Puglia le migliori energie di cui Tilt dispone. Il campeggio prende il nome di Atlantide – Il Riscatto Delle Vite Sommerse, una sorta di manifesto dell’attività che Tilt ha svolto nell’ultimo anno sui temi dell’immigrazione, dell’integrazione ma non solo“.

Saranno tre giorni pieni – prosegue Marianna Giannuzzi introducendo i temi del camping. Parleremo di ambiente, integrazione, caporalato, guerre, Europa, donne, legalizzazione della cannabis, politiche occupazionali. L’obiettivo di queste ampie discussioni sarà il confronto teso alla ricerca di soluzioni a problemi che, fin qui, non siamo riusciti a comprendere in pieno. La prima sera parleremo di Sud con Michele Emiliano e Luigi De Magistris, insieme a Marco Furfaro. Il secondo appuntamento sarà dedicato ai diritti, e relatori saranno Giuliano Pisapia e Ilaria Cucchi. Il terzo incontro serale sarà incentrato sulla riforma costituzionale, con Stefano Quaranta, Elettra Deiana e Alfredo D’Attorre. Sarà un evento a tutto tondo: ci saranno tanti workshop, momenti d’incontro e dialogo ma anche occasioni di divertimento al mare”.

Una manifestazione che si vuol proporre come chiusura di un’estate tragica a livello nazionale, a causa degli eventi drammatici che si sono susseguiti tra luglio e agosto. Da qui si riparte per guardare al futuro con rinnovato entusiasmo e voglia di porre un freno alle storture che hanno messo in ginocchio l’Italia in questa calda estate, come sottolinea Maria Pia Pizzolante, portavoce nazionale dell’associazione Tilt: “il titolo di questa edizione è specchio della tragicità degli eventi che hanno caratterizzato questa estate, dal disastro ferroviario in Puglia al terremoto nel centro Italia. Ogni volta che succede un evento di questa tragica portata ci ritroviamo ad avere chiaro quanto sia sommerso il nostro Paese; un po’ perché questi eventi lo rappresentano, un po’ perché spesso riguardano fasce di popolazione che non catalizzano l’attenzione dei grandi media e purtroppo anche della politica”.

“Proprio qui, in queste pieghe, s’inserisce l’attività di Tilt: provare a dialogare con tutto ciò che c’è di sommerso – prosegue la Pizzolante. A partire ovviamente dai problemi delle giovani generazioni, che spesso vengono usate dalla politica in campagna elettorale per poi essere dimenticate insieme ai loro problemi, alle loro esigenze e, soprattutto, a quello che potrebbero significare in termini di opportunità per un Paese che, come ricorda l’ISTAT, è sempre più a crescita zero. Per noi di Tilt la Puglia ha rappresentato almeno un tentativo di frenare l’emorragia di risorse umane che il Paese affronta quotidianamente. Il nostro obiettivo è continuare a provare a comprendere quanto le risorse dei giovani possano essere la ricchezza che consenta alle vite sommerse di riscattarsi, insieme a tutto il Paese”.

“Di questo vogliamo discutere direttamente con la politica – conclude Maria Pia Pizzolante –  perché, nonostante tutto ciò che ci insegna la cattiva politica, la politica stessa può diventare l’elemento attraverso cui operare il riscatto. Basta solo farla in un altro modo: proporre momenti collettivi di informazione come questo è il miglior tentativo che abbiamo in mente per fermare la cattiva politica e dar spazio alla politica positiva e propositiva. In questo senso, nei nostri incontri non risparmieremo delle critiche ai rappresentanti politici con cui interloquiremo, portando alla loro attenzione le istanze degli 11 milioni di persone che non hanno accesso alle cure, di coloro che non riescono a lavorare, di coloro che soffrono l’assenza di un welfare responsabile. La politica deve dimostrare di avere attenzione per ciò che è sommerso, e che riemerge solo quando si scatena la tragicità degli eventi”. 

Il Tilt Camp 2016, però, sarà all’insegna anche della pesante eredità lasciata dalla prematura scomparsa di Guglielmo Minervini, personaggio fondamentale nel percorso di crescita della sinistra pugliese negli ultimi 15 anni. Un’eredità che Mino Borraccino, Consigliere regionale di Noi a Sinistra per la Puglia, non intende disperdere: “c’è un’intera fascia di popolazione, cui appartengono anche i giovani, che chiede rappresentanza per affrontare il proprio vissuto. Questa è stata la terra dove i giovani hanno avuto voce durante l’amministrazione Vendola, la terra di Guglielmo Minervini, l’ideatore di Bollenti Spiriti. Un sistema che è stato preso a modello di efficienza, nel 2010, anche dagli organi d’informazione direttamente controllati da Berlusconi. Noi di Sinistra Italiana, insieme al Presidente Emiliano, vogliamo continuare a rappresentare l’intermediario tra i ragazzi e le istituzioni“.

Una prima risposta – spiega Borraccino – è arrivata col Reddito di Dignità, sebbene noi avremmo voluto fosse fatto diversamente, e con il progetto PIN (Puglia Innovativi), teso a favorire i giovani che vogliano investire sui loro talenti, che vogliano intraprendere una imprenditoria innovativa. Possiamo, e dobbiamo, però fare di più, partendo dalle tante esperienze straordinarie portate avanti da Minervini e, in generale, da tutta l’amministrazione Vendola nel suo decennio al governo della Regione. Lo vogliamo fare con i giovani che hanno la voglia di sedersi a un tavolo con la politica per proporre soluzioni che diano effettivo impulso al cambiamento. Le cose, però, si trasformano soltanto stando nelle istituzioni”.

A margine della conferenza, Maria Pia Pizzolante si è fermata a parlare ai nostri microfoni per anticipare alcuni dei temi che verranno affrontati nel Tilt Camp 2016.

In un momento in cui si registra una progressiva disaffezione nei confronti di una politica che è sempre meno rappresentanza oppure si propone come anti-politica, che senso ha ripartire dal basso per coinvolgere soprattutto i giovani?

Secondo noi ripartire da lì è l’unico modo per continuare a parlare di attivismo politico. La politica che si arrocca nelle stanze del potere diventa distante dalle contraddizioni del mondo di oggi. Ragazzi e ragazze lavorano con un voucher, un foglietto che si compra dal tabaccaio e con cui vengono pagati per un’ora a fronte di almeno cinque o sei ore di lavoro. La politica distante dalla gente ignora che le giovani coppie non possono permettersi di andare a vivere da sole, non possono permettersi di progettare un futuro. Per assurdo, la politica così com’è non sa che anche una visita dal dentista va programmata con mesi di anticipo, perché i nostri salari non bastano, nonostante i nostri sforzi. 

Questa politica permette di dare sfogo alla rabbia di chi è senza speranza, che si rivolge all’imprenditore dell’odio di turno. In questo clima proliferano, in Italia e in Europa, movimenti xenofobi che tradiscono il sogno di un’Europa aperta, unica, che ha permesso alle giovani generazioni di viaggiare con un biglietto low cost o di andare in Erasmus. Noi pensiamo che ritrovare luoghi dove far crescere ideali e battaglie condivisi aiuti a generare la coscienza del “non ti salvi da solo, ma ce la fai solo se stai insieme agli altri”.

In questo senso, la recente tragedia del terremoto nel centro Italia ha dimostrato ancora una volta quanto gli italiani siano solidali con gli italiani. Dall’altra parte, però, ha anche dimostrato che l’Italia sta pian piano ritornando nel clima da pre Prima Guerra Mondiale in cui, per affrontare una crisi prevalentemente italiana/europea/occidentale, si preferisce trovare nell’altro, nel “diverso”, il nemico. L’informazione distorta , a-critica e non corrispondente ai fatti che si è portata avanti con il ritornello “gli italiani nelle tende e gli immigrati negli alberghi” è paradigmatica. Come si argina il fenomeno prima che sia troppo tardi?

Se si lascia la gente, anche nata e cresciuta in Italia, per tanto tempo in una condizione di completa precarietà esistenziale, è ovvio che l’unica valvola di sfogo diventi la guerra tra poveri. Quello che ti sta accanto è quello che ti ruba il lavoro: fino a pochi anni fa si diceva la stessa cosa dei meridionali. Noi siamo al Sud e sappiamo benissimo quanto sia strumentale trovare in chi sta peggio di noi quello con cui prendersela. Coloro, invece, con cui prendersela davvero stanno in alto, e la vera guerra da combattere è tra “alto” e “basso”. Solo insieme a chi sta peggio di noi possiamo provare ad invertire la rotta. Questo vogliamo provare a fare con il Tilt Camp.

Come pensate di intervenire contro la manomissione della Costituzione italiana?

Dedicheremo l’ultima giornata del campeggio alla discussione sul tema del referendum costituzionale, perché pensiamo che il dibattito che c’è stato finora in Italia sia stato drogato dalle polemiche che riguardano il Partito di maggioranza e le sue contraddizioni intestine. A noi tutto questo non interessa: vogliamo solo ragionare nel merito delle questioni. Le modifiche alla costituzione che saranno oggetto del quesito referendario non sono quelle che servivano. Noi non siamo quelli che dicono “la Costituzione deve restare così com’è”, anzi… I tempi sono cambiati e anche la nostra Carta va aggiornata, ma siamo consapevoli che i cambiamenti che sono stati fatti servono solo a sottrarre ancor più potere che spetterebbe ad ogni singolo cittadino.