Terni ha riportato tutti coi piedi per terra

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Bari, così non va! La partita-shock di Terni ha riportato tutti coi piedi per terra. Nicola: “Non si può vincere sempre”

Doveva essere la partita che avrebbe proiettato il Bari al primo posto in classifica, e invece la sfida del Libero Liberati di Terni ha assunto i contorni di una vera e propria Caporetto calcistica per i colori del Bari. La sconfitta per 3-0 ha fatto emergere, come un tappo di sughero gettato in una piscina, tutte le difficoltà, le amnesie e i limiti di questo Bari. Le tre vittorie consecutive erano state un anestetico, un palliativo che ha sortito il solo effetto di nascondere sotto il tappeto tutti i difetti di questa squadra: manovra lenta e prevedibile, difesa che se presa in velocità praticamente si disintegra, incapacità di sostenere un confronto su ritmi alti.

La partita col Lanciano, in cui un super goal di Valiani aveva concretizzato un possesso sterile al limite dell’area, aveva incentivato gli entusiasmi per una squadra che senza brillare nemmeno un po’ comunque era riuscita a scalarela classifica fino a un passo dal guardare tutti dall’alto in basso. Ma si sa: più in alto sali, più rumore fai quando cadi.

E di rumore il tonfo di Terni ne ha fatto, riportando tutti, a partire dall’allenatore, alla realtà. La Ternana di Terni (squadra che prima d’incontrare il Bari languiva all’ultimo posto in classifica) ha messo alle corde un Galletto sceso in campo senza voglia e senza idee. Quello che, infatti, fa più rabbia ai tifosi è proprio l’atteggiamento della squadra, che piuttosto che azzannare alla gola un avversario sull’orlo del baratro, è scesa in campo in ciabatte, pensando che ancora una volta sarebbe bastato il minimo sforzo per portare a casa la posta intera. Le cose non sono andate esattamente così…

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Terni ha riportato tutti coi piedi per terra

Nicola ha provato a giustificarsi nel post dicendo che “il Bari non è il Barcellona. Non si possono vincere tutte le partite e capiteranno ancora sconfitte del genere”. Vero, il Bari non è il Barcellona, e perdere più d’una partita su quarantadue è una probabilità statistica molto alta. Ma c’è modo e modo di perdere: regalare un tempo intero a un avversario dal disperato bisogno di punti non è il modo giusto. Prendere tre goal uguali in meno di un quarto d’ora, con una difesa lenta e imbambolata e un centrocampo statico e sulle ginocchia è la maniera più semplice per far nuovamente disinnamorare i tifosi della squadra. Vedere Maniero (che sarà pure in sovrappeso ma resta uno dei centravanti migliori del campionato) giocare di sponda per nessuno o sgomitare a centrocampo per recuperare la miseria di un pallone giocabile è uno spreco che il Bari non può e non deve permettersi.

E poi, se vogliamo fare una proporzione su vastissima scala, in questo campionato di serie B una rosa come quella del Bari può valere il roster del Barcellona impegnato in Champions League. D’altra parte a Nicola, per il mercato fatto, non gli si può dare meno di otto; per come sta gestendo le forze a disposizione, a voler essere generosi gli si può dare al massimo un sei striminzito, e solo per i risultati che bene o male sono arrivati.

Tutto sta ad acquisire la consapevolezza nei propri mezzi: con questi effettivi a disposizione, il Bari potrebbe, almeno sulla carta, battere 3-0 la maggior parte dei competitors di Terni. È chiaro che poi possono subentrare un miliardo di fattori: la stanchezza, il turn over, la giornata di grazia degli avversari e chi più ne ha più ne metta. Ma ciò che non deve mai mancare è l’attitudine, la garra sudamericana, la voglia di arrivare per primi su tutti i palloni, la consapevolezza che per vincere e raggiungere il traguardo c’è bisogno dell’impegno di tutti per 90’ e oltre. Ormai l’ottovolante non basta più; è finito il tempo di “palla lunga e se la sbrigano loro lì davanti”. Ora c’è bisogno che anche Nicola faccia giocar bene e vincere la squadra che lui ha voluto.