Solo 0-0 in Bari-Latina. Altro passo falso per il Galletto

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Finisce solo con uno scialbo 0-0 la partita tra Bari e Latina, che lascia i biancorossi nell’incompiutezza. Tanti rimpianti per un secondo tempo senza mordente

Doveva essere la partita della riscossa per il Bari, invece lo scontro contro il Latina finisce solo con uno 0-0 pallido, scialbo e che lascia i biancorossi guidati in panchina per l’occasione da Dicara nel mezzo di una classifica vicina all’anonimo, e soprattutto prigionieri di tutti i propri limiti psicologici ancorché tecnici.

La partita tra Bari e Latina non era solo l’occasione per ricordare i fasti di un passato che, al momento, non potrebbe essere più lontano, ma anche la grossa chance per il Galletto di superare un avversario che ha dimostrato anche al San Nicola di valere una medio bassa classifica di Serie B e niente più. Il Bari, ancora una volta, ha mostrato le sue due facce: ad un primo tempo scintillante, fatto di un gioco veloce e marcatamente offensivo, è corrisposto un secondo tempo anonimo, abulico e al limite dell’irritante, che è valso alla squadra del tandem Camplone-Dicara i sonori fischi di un San Nicola coronato da una più che discreta cornice di pubblico (quasi 24.000 le presenze, incoraggiate da una politica prezzi più che popolare), visto e considerato l’anticipo del venerdì, la concomitanza con la partita della Juve e un rendimento che in generale continua a non soddisfare il barese medio.

Nel complesso, il Bari avrebbe meritato, ai punti, la posta piena in palio, ma i biancorossi hanno finito per sbattere sul solito muro delle proprie incertezze, finendo per incartarsi come sempre e rimediare solo un pareggio che vuol dire meno di niente per una classifica che piange: nella prima frazione il Bari ha fatto vedere gran parte dei progressi mostrati dall’arrivo di Camplone ad oggi, reclamando un rigore in avvio per una vistosa trattenuta di Bruscagin su Maniero in piena area (al 2′ di gioco), e poi vedendosi annullare (giustamente) due goal con De Luca, al 5′ e al 30′.

I rimpianti, dunque, aumentano e si concretizzano per una ripresa giocata malissimo da un Bari a corto di idee e di fiato. All’ormai atavico problema di concretezza degli attaccanti biancorossi, che spesso si perdono sul più bello (vedi De Luca, che al 40′ si trova solo davanti a Ujikani e spreca tutto con un controllo barocco di troppo), va ad aggiungersi la mancanza di mordente e rabbia agonistica che fino ad ora ci avevano fatto apprezzare il Bari di Camplone, indietro in classifica ma comunque lodevole sul piano del gioco e dello spirito.

Il pareggio di ieri sera rappresenta, quindi, non solo un’altra occasione persa (stanno ormai diventando troppe) per rianimare una classifica scialba e senza pretese, ma anche, e soprattutto, una brusca frenata nel percorso di crescita che aveva caratterizzato il nuovo Bari di  Camplone. La partita contro il Latina ha lasciato in eredità la netta involuzione di Rosina, uomo fondamentale fino a prima di Natale, un De Luca ancora troppo a corrente alternata e un Maniero lasciato solo a portare la croce in mezzo alla difesa avversaria. Nemmeno i cambi (tardivi) operati da Dicara hanno scosso una squadra che nel secondo tempo è apparsa ombra illanguidita di sé stessa. Sansone, entrato per De Luca, non riesce ancora a risultare decisivo, scatenando un piccolo grande caso in un Bari ancora alla ricerca di sé steso. Da salvare c’è poco e niente: lo spirito combattivo e offensivo (al cospetto di una squadra veramente mediocre come il Latina di Mario Somma, sceso in Puglia per limitare i danni e nulla più) del primo tempo, una ritrovata solidità difensiva (la coppia Di Cesare-Tonucci funziona, un po’ meno gli esterni Donkor e Jakimovski), il solito spirito battagliero di Valiani e capitan Defendi e il progressivo inserimento del jolly di centrocampo Dezi negli schemi del nuovo Bari.

Con il pareggio di ieri sera, per il Bari la promozione diretta in Serie A resta solo un miraggio. Ora c’è da difendere una posizione playoff che non è neanche delle migliori. Ma per raggiungere l’obiettivo minimo da qui a fine stagione non ci vorrà solo un cambio tattico, ma soprattutto un cambiamento di mentalità. Anche se il Bari ha una squadra forte, continuare a regalare punti a destra e a manca è una politica che non porterà i biancorossi da nessuna parte.