Sblocco della legge 2443, gli studenti pronti a manifestare

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Si terrà domani in p.za Cesare Battisti la manifestazione organizzata dagli studenti di Scienze dell’Educazione, della Formazione e Pedagogiche per chiedere lo sblocco del DDL 2443 che disciplina i ruoli dell’educatore e del pedagogista

Un dicembre particolarmente movimentato per gli studenti del dipartimento ForPsiCom dell’Università di Bari. E’, infatti, in programma per domani, mercoledì 21 dicembre, la manifestazione per chiedere a gran voce lo sblocco della legge 2443, attualmente arenata in Senato nonostante le ripetute rassicurazioni della Onorevole Iori, prima firmataria della Proposta di Legge.

Si tratterà di una manifestazione del tutto particolare: gli studenti del Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione e del Corso di Laurea in Scienze Pedagogiche si sono dati appuntamento dalle 10:00 alle 13:00 in piazza Cesare Battisti (tra il Palazzo Ateneo e il plesso universitario di Giurisprudenza, tutti i dettagli disponibili sulla pagina Facebook dell’evento) per leggere pubblicamente la Proposta di Legge 2443 che regolamenta a livello giuridico nazionale la figura dell’educatore e del pedagogista, delineandone le funzioni, i settori lavorativi, gli ambiti di intervento e descrivendo l’iter di formazione necessario per svolgere queste professioni. Un sit-in, dunque, che non si propone di essere “contro qualcuno” o “contro qualcosa”, ma semplicemente “a sostegno di qualcosa“, vale a dire la P.d.L. 2443, fondamentale strumento per il riconoscimento professionale di due categorie che ancora brancolano nel buio.

La manifestazione, fanno sapere i promotori, non è organizzata dalle associazioni studentesche, quanto piuttosto dai rappresentati degli studenti, pronti per questa occasione a mettere da parte bandiere e simboli per far fronte comune e perorare una causa di interesse condiviso. Tra gli organizzatori Michele Ianno, Roberta Ficarelli, Antonietta Franco, Elia TedoneMatteo Conte, Marika De Mola, Marika Del Vecchio (rappresentante degli studenti nel consiglio di amministrazione Adisu Puglia) e Domenico Pinto, che spiega: “la nostra, più che una ‘manifestazione’, è un ‘incontro’ organizzato dagli studenti per gli studenti. Un’iniziativa che nasce dal confronto con rappresentanti di altre associazioni studentesche attive nel nostro corso di laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione per manifestare la nostra richiesta di riconoscimento di quella che sarà, in uscita da questo percorso di studi, la nostra identità professionale. Proprio per questa questione identitaria, l’idea è stata quella di chiamare questo incontro “Io sono 2443”.

Abbiamo ritenuto importante che anche la comunità studentesca si confrontasse ed esprimesse rispetto alla p.d.l. 2443. Le associazioni professionali di categoria e gli attuali professionisti non sono soli in questa lotta che dura sicuramente da prima che io nascessi. Mi piace vederla come una battaglia fortemente sentita e portata avanti insieme, dagli educatori e pedagogisti di oggi e noi, gli educatori e pedagogisti di domani“.

Siamo consapevoli – prosegue Domenico Pinto, che si fa portavoce di questa battaglia comune – che parlare di questa proposta di legge potrebbe portare inevitabilmente a parlare di chi a questa legge si è opposto e continua ad opporsi fortemente. Stiamo parlando di ‘altre figure professionali’, sicuramente con competenze differenti dalle nostre, che rivendicano il proprio diritto a svolgere le professioni di educatore e pedagogista. Tuttavia, l’iniziativa di domani non ha la finalità di discutere di chi non vuole questa legge, ma semplicemente di spiegare il perché noi ne riteniamo fondamentale lo sblocco in Senato e l’applicazione“.

Non solo studenti, quindi. In ballo ci sono anche i docenti nella doppia veste di precettori e professionisti che da anni lottano per veder riconosciuta la loro competenza. Ancora Pinto, che conclude: “un ringraziamento particolare va rivolto alla Prof.ssa Calaprice, coordinatrice del corso di laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione e coorodinatrice nazionale del corso, che lotta da anni per il riconoscimento delle nostre figure professionali. Ci ha informati a proposito della legge durante il suo corso di Educazione degli adulti facendocela studiare, e ci ha informati passo dopo passo del percorso che la proposta di legge stava intraprendendo, oltre ad averci appoggiati nell’organizzazione dell’iniziativa di domani“.