San Trifone: tra folklore adelfiese e degrado urbano



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San Trifone: come ogni anno la Festa di Adelfia si confronta con devozione e inciviltà

Si conclude oggi la Festa di San Trifone, la tre-giorni di celebrazioni del Santo patrono di Montrone, un delle due metà del Comune di Adelfia insieme a Canneto.

La giornata clou, come ogni anno, è stata quella di ieri, momento in cui la festa patronale ha richiamato il maggior numero di fedeli e pellegrini ad affollare le vie del centro del paese. Come al solito, si è trattato di un momento di grande condivisione, che ha coinvolto i residenti di Montrone, ma anche gli emigranti, i pellegrini e i tanti devoti al santo provenienti da ogni parte d’Italia e non solo, tanto nelle celebrazioni religiose (sempre coinvolgente e ben organizzata la processione della mattina del 10 novembre) quanto nei festeggiamenti pagani.

San Trifone
Via Rutigliano invasa da rifiuti e liquami (foto bari.zon.it)

Come sempre, molto bello è stato lo spettacolo di fuochi artificiali che storicamente contraddistingue la festa di San Trifone e che richiama molti curiosi anche da tutto il resto della Provincia di Bari; quest’anno, per la serata centrale, si è sperimentato, e con discreto successo, lo spettacolo piro-musicale, ovvero una lauta batteria di fuochi d’artificio accompagnata da brani più o meno celebri della storia della musica pop internazionale.

Ma, come troppo spesso accade, la Festa di San Trifone ha lasciato in eredità anche un rovescio della medaglia che esula dalla celebrazione religiosa in senso stretto e che ha gettato Adelfia nel degrado e nell’incuria.

Il paese si è risvegliato sommerso dall’immondizia abbandonata dai passanti per le vie principali e lungo i grandi tratti di campagna che compongono il particolare paesaggio del paesello (si veda la documentazione fotografica). Tutto questo nonostante le misure predisposte dal Sindaco Antonacci, da sempre attento al decoro e alla pulizia del paese.

Per non parlare, poi, del disagio provocato ai residenti dal blocco del traffico selvaggio, unitamente al riversarsi dei pellegrini per le strade del paese in prossimità dei tanti (troppi) fast food allestiti per l’occasione fin dalle prime ore del giorno. I pullman che hanno trasportato i tanti forestieri accorsi per la festa di San Trifone, inoltre, hanno creato disagi non solo per le vie del centro cittadino, ma anche lungo i tratti di strada extraurbana che congiungono Adelfia con i paesi confinanti.

San Trifone
Il degrado del centro di Adelfia (foto bari.zon.it)

Ma, come ogni anno, il punto più basso raggiunto dalla festa di San Trifone resta la “gara del rumore”. La tenzone ha trasformato, come accade ogni 10 novembre di ogni anno tra le 14:00 e le 18:00, il ridente Comune della Bassa Murgia in una piccola Sarajevo di cui avremmo volentieri fatto a meno. Allestire uno spettacolo pirotecnico da svolgersi principalmente nelle ore diurne al solo fine di provocare il più grosso baccano possibile non è solo uno spreco di un’ingente somma di danaro pubblico sottratto alle casse del Comune, ma anche un motivo per creare spavento e disagio al ricco e vario ambiente faunistico (domestico e non) che caratterizza Adelfia, famosa per le sue campagne e per la varietà di animali che le abitano e che troppo spesso vengono maltrattati dai vezzi della popolazione locale.

Insomma, un cocktail male assortito di spreco e inciviltà che come ogni anno finisce per rovinare una manifestazione di folklore e tradizione popolare che altrimenti sarebbe fregio non solo per il Territorio della Provincia di Bari, ma anche per tutta l’Italia. E come ogni anno, la domanda sorge spontanea: San Trifone vorrebbe davvero tutto questo?

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