Rifiuti, appalti gestiti dalla mafia

0
procura di bari

Accuse dai procuratori Giuseppe Volpe e Renato Nitti sulla gestione degli appalti rifiuti: in corso indagini su infiltrazioni criminali

Avanza ancor di più l’emergenza rifiuti, per giunta nel periodo in cui la Regione Puglia prova a chiudere con estrema difficoltà, e senza tanto successo, il ciclo rifiuti dell’immondizia.

Oltre all’allarmante situazione della raccolta differenziata – in cui la metà dei comuni della provincia di Bari non supera la soglia del 25% – sirifiuti fa largo infatti un altro problema, quello relativo allo smaltimento della frazione umida e della carenza di impianti di compostaggio.

Come primo provvedimento, la Regione ha convocato una riunione d’urgenza per discutere dell’attuale situazione, divenuta ormai anche motivo di scontro politico.

A farsi sentire forti e chiare, sono state le dichiarazioni del procuratore della Repubblica di Bari, Giuseppe Volpe, che ha chiarito l’esistenza di indagini da parte della procura barese sull’affidamento degli appalti per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti, alle società incaricate dalle pubbliche amministrazioni pugliesi.

“Abbiamo difficoltà a ottenere risposte sollecite dalle amministrazioni tecniche dei comuni, stiamo pressando, sperando di riuscire in breve tempo a ottenere un quadro completo della situazione”.

Inoltre Volpe, ha anche segnalato i ritardi e inadempimenti da parte delle amministrazioni e della Regione, e i ritardi nelle esecuzioni delle sentenze: “Totale abbandono del settore delle esecuzioni penali rifiutidegli obblighi di demolizione dei manufatti abusivi: 230 sentenze dal 1997 a oggi con obbligo di demolizione non eseguito”– afferma il procuratore.

Queste accuse vanno ad aggiungersi alle pesanti dichiarazioni fatte da Renato Nitti, co-procuratore della Dda, nella conferenza stampa di Legambiente Puglia: “C’è il sospetto che vi siano infiltrazioni criminali nelle società che si occupano della gestione dei rifiuti. Su questo sono in corso indagini”.

Non a caso, nella classifica dell’illegalità ambientale Italia del 2015, la Puglia risulta al quarto posto con 2.437 infrazioni accertate, ovvero l’8,9% del totale nazionale.

Si va intanto alla ricerca di un’azienda che si occupi di rifiuti, e che sia in possesso di nuovi impianti di compostaggio, visto che i sei presenti sul territorio sono tutti privati e non possono accogliere la frazione umida proveniente dalla raccolta differenziata pugliese.