“Rifioriscono le università”, proteste all’incontro



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Rifioriscono

Durante l’incontro tenutosi ieri al Politecnico, “Rifioriscono le Università”, si è assistito a forti polemiche della componente docente

Una mattinata calda quella che ieri ha interessato il politecnico di Bari, l’incontro “ Rifioriscono le Universià” ha toccato momenti di dibattito altissimi. Mai come ieri la presenza delle istituzioni è risultata necessaria per avere un contraddittorio di rilevanza alle tante domande che la platea aveva necessità di porgere.

Dibattito. Non manifestazioni o cortei, elevato confronto tra figure di spicco del panorama socio-politico barese. Singolare ma efficace la protesta messa in atto da alcuni docenti dello stesso politecnico, alzatisi in piedi con gli ombrelli aperti nel corso del discorso del rettore Di Sciascio. Un modo di proteggersi dalla pioggia di tagli che stanno flagellando l’università, spiega così la protesta il professor Francesco Rota, a capo della delegazione di docenti “Bisogna cambiare le regole – ha rilevato – altrimenti si finirà con la desertificazione: occorre invertire la dinamica dei finanziamento che sono tornati a quelli di metà degli anni Novanta. I docenti delle università meridionali vivono una mortificazione quotidiana del loro ruolo”.

La politica. Poi parola al Senatore CoR Luigi D’Ambrosio Lettieri, tra i temi del suo discorso il ruolo della politica nel mancato sviluppo dell’università in questi anni, oltre all’arretratezza di contratti di lavoro e salari che sfiorano i più bassi d’Europa. “Rifioriscano le Università deve essere l’imperativo che ci deve vedere tutti impegnati concretamente, al di là delle appartenenze politiche, nella battaglia giusta che veda unite tutte le istituzioni. – commenta il senatore – Quella che si registra sui temi della Università e della scuola in generale è ormai emergenza cronica dovuta, purtroppo, anche alla perdurante, grave e imperdonabile distrazione della politica”. Poi l’impegno personale e la voglia di progresso “La scommessa è, intanto, riportare nelle sedi istituzionali il nostro grido di allarme di oggi, con iniziative forti e collettive. Dal canto mio, mi farò promotore di una mozione bipartisan che mi auguro questa volta possa rappresentare l’anticamera di azioni concrete da parte del Governo”.

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