Referendum, la Costituzione è una cosa seria a Polignano

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Referendum, la Costituzione è una cosa seria - la locandina dell'evento di Polignano

Convegno sul referendum costituzionale domani sera a Polignano con il prof.  Torre, l’attore Pellegrini e i deputati 5 stelle L’Abbate e Scagliusi

Il prossimo 4 dicembre gli italiani saranno chiamati alle urne per approvare o respingere la riforma costituzionale Boschi-Renzi-Verdini che sarebbe volta, in primo luogo, a superare il bicameralismo paritario, modificando 47 dei 139 articoli della Costituzione. Il referendum, non essendo abrogativo, non prevede un numero minimo di votanti per considerarne valido l’esito.

Per questo, a differenza di quanto avvenne per il c.d. referendum sulle trivelle quando anche figure istituzionali remarono contro una più ampia partecipazione, questa volta è caccia al singolo voto. Non a caso in questi ultimi mesi si sono sprecati dibattiti televisivi, confronti e convegni sul tema.

Il referendum è stato indetto in quanto, ai sensi dell’art. 138 della Costituzione, la legge di revisione costituzionale (pubblicata in G.U. n°88 del 15/04/2016)  è stata approvata, in seconda votazione, dalla maggioranza assoluta (e non dei due terzi) dei componenti delle due Camere, mentre 166 deputati (Movimento 5 stelle, Forza Italia, Lega Nord e Sinistra Italiana) hanno presentato le firme per chiedere la consultazione popolare.

Di per sé gli aspetti attorno ai quali si basa il referendum del 4 dicembre non toccano direttamente “la pancia” della gente, ma secondo un sondaggio Doxa – i cui risultati sono stati diffusi da Formiche.net – gli italiani ne sarebbero già abbastanza informati: il 95% ne ha sentito parlare, mentre il 64% del campione ritiene di conoscere – almeno in generale – i contenuti della riforma eventualmente da approvare o respingere. Per quanto riguarda le intenzioni di voto, invece, ci sarebbe una prevalenza dei No (36%) rispetto ai Sì (30,5%), considerando astenuti e indecisi.

Si prospetta, dunque, una larga partecipazione dal momento che, come ha sottolineato il magistrato Roberto Scarpinato in una sua lectio magistralis, “intorno alla Costituzione si sta giocando una partita storica che segnerà il destino del nostro Paese e delle future generazioni”Ecco perché è necessario capire nel merito le modifiche alla Costituzione prospettate dalla riforma costituzionale, trascendendo da slogan di parte ed ignorando televendite istituzionali.

Referendum, la Costituzione è una cosa seria - la locandina dell'evento di Polignano
Referendum, la Costituzione è una cosa seria – la locandina dell’evento di Polignano

Un appuntamento utile in quest’ottica è dato da un evento in programma domani sera, 15 ottobre, presso il Comando della Polizia Municipale a Polignano a Mare, a partire dalle 20:30. L’evento sul prossimo referendum, organizzato dagli Attivisti 5 stelle di Polignano, vedrà la partecipazione del prof. Alessandro Torre (docente di diritto costituzionale all’Università di Bari) e sarà arricchito da alcune letture decantante dall’attore Maurizio Pellegrini. Dal discorso sulla democrazia di Giorgio Gaber alla lettera della JP Morgan, datata 28 maggio 2013 e che contiene l’invito alla modifica delle costituzioni dei sistemi politici dei Paesi del sud Europa, dai passi del celeberrimo “Discorso agli studenti” tenuto nel 1955 a Milano dal padre costituente Piero Calamandrei sino ai brani della neolingua del 1984 di George Orwell, mai così attuale come nelle “narrazioni politiche” odierne.

«L’Italia ha una disoccupazione giovanile con punte del 67%, risulta il primo paese in Europa per corruzione percepita, con 11 milioni di persone che non accedono alle cure sanitarie e 10 milioni che vivono sotto la soglia di povertà e, in questo periodo, va vivendo una importante e sentita emergenza immigrazione»  commentano i due portavoce alla Camera Giuseppe L’Abbate ed Emanuele Scagliusi (M5S), moderatori dell’incontro.

«L’Italia, insomma, ha ben altro a cui pensare ma per il premier Renzi sembra essere fondamentale assicurarsi un potere personale amplificato. È per questo che spiegheremo le ragioni del ‘No’ al prossimo referendum. Una bocciatura della riforma voluta dalla triade Boschi-Verdini-Renzi consapevole, però, che alcune modifiche vanno fatte, eccome! Il M5S, infatti, propone di dimezzare il numero dei deputati e dei senatori nonché i loro stipendi spiegano L’Abbate e Scagliusi inserire le preferenze per eleggere direttamente i rappresentati dei cittadini in Parlamento, cancellare l’immunità per i parlamentari nonché il vitalizio per i corrotti e la possibilità di essere eletti e, infine, eliminare il quorum per i referendum abrogativi. Vi aspettiamo per confrontarci e comprendere le reali motivazioni di questo appuntamento elettorale, cruciale per la nostra democrazia. Non mancate!».