Pino Giusto in esclusiva: “Ascoli è già decisiva”

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Pino giusto

Mister Pino Giusto, allenatore degli Allievi del Bari, in esclusiva ai nostri microfoni: “Il futuro del Bari è nei settori giovanili

Per il Bari si avvicina il momento decisivo della stagione; già dalla partita di stasera ad Ascoli Piceno si capirà molto dello sprint playoff. Di questo e di tanti altri temi legati al presente e al futuro della squadra abbiamo parlato in esclusiva con mister Pino Giusto, allenatore della selezione Under 17 della FC Bari 1908 ed ex bandiera biancorossa di metà anni ’80, protagonista del famoso Bari dei baresi.

L’attualità sportiva chiama. Stasera ad Ascoli è già decisiva per il terzo posto?

Direi di sì perché la griglia dei playoff è veramente molto corta; per questo credo che sia fondamentale per il Bari dare continuità ai propri risultati, così come sta facendo nell’ultimo periodo. A parte il pareggio interno col Cesena la squadra ha fatto un bel filotto di vittorie. Bisogna continuare così.

Parlando di giovani calciatori, quanto, secondo Pino Giusto, passa del nuovo progetto-Bari dalla valorizzazione del settore giovanile?

Credo che sia un paletto fondamentale, come ho accennato prima. Il settore giovanile deve essere un serbatoio importante sotto l’aspetto economico per ogni società di Serie A e B. Bari è una grande piazza; puntare sul settore giovanile è fondamentale per la crescita della società.

In Premier League stiamo ammirando le gesta del sedicenne Marcus Rashford, che sta tenendo da solo in piedi il Manchester United in questo finale di stagione. Prima di lui, negli ultimi anni, ci sono stati, tra gli altri, Sterling, Alli e Kane. Quando anche in Italia si inizierà a lanciare i giovanissimi nelle prime squadre, e c’è, nella Primavera del Bari o trai suoi Under 17, qualcuno pronto per i grandi palcoscenici?

Trovare fenomeni oggi, secondo me, non è fondamentale. Sterling, Rashford, ecc. sono veramente fenomeni calcistici, ed è difficile trovare gente che s’imponga, a quell’età, su palcoscenici molto importanti. Nel Bari Primavera abbiamo Castrovilli, classe ’97, che è giocatore di grandi prospettive, e Scalera, classe ’98, che ha già tastato la Nazionale. Questi due giocatori della Primavera sono quelli che potranno fare la differenza in futuro.

In conclusione, ancora uno sguardo all’attualità: dopo un inizio di stagione complicato, la formazione Under 17 del Bari di Pino Giusto ha blindato la qualificazione ai playoff del Campionato Nazionale Allievi, mettendo in riga, con risultati rotondi, avversari quali Ternana, Napoli e Frosinone. Siete soddisfatti di questo traguardo e qual è l’obiettivo per questi playoff imminenti?

E’ stato un risultato tanto prestigioso quanto inatteso. Nel nostro programma, almeno inizialmente, non c’erano obiettivi di playoff: siamo partiti da zero l’anno scorso con l’avvento dei Paparesta, che hanno rinnovato completamente il modo di lavorare del settore giovanile. Abbiamo avuto delle difficoltà nella costruzione della squadra, che però è composta al 90% da gente del territorio. Era difficile ottenere immediatamente i risultati; però l’anno scorso abbiamo raggiunto grandi traguardi con la Primavera e quest’anno con gli Under 17 e con gli Under 15, e di questo non possiamo che dirci soddisfatti. Per quanto riguarda il prosieguo della stagione, non mi pongo obiettivi: ho inculcato alla mia squadra la mentalità offensiva, ma soprattutto ho insegnato ai miei ragazzi a non aver paura di nessuno e di giocare alla pari contro qualsiasi avversario.

Un’ultima considerazione. In che modo e quanto è cambiato il ruolo dell’allenatore dai tempi di Pino Giusto calciatore a quelli di Pino Giusto in panchina?

Il ruolo dell’allenatore è molto cambiato negli ultimi trent’anni. Adesso ai calciatori non c’è più molto da insegnare a livello tecnico e tattico. I calciatori guardano a chi sta in panchina come a un motivatore, qualcuno che li sproni a dare il meglio. Nella partita che abbiamo vinto per 1-6 a Terni avevo visto la concentrazione e la voglia di vincere dei miei ragazzi fin dal riscaldamento; lì ho capito che avremmo effettivamente vinto la partita, ancor prima del fischio d’inizio.