Omicidio Moro, Bari ricorda lo statista pugliese a 39 anni dalla morte

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Si è tenuta stamattina in corso Vittorio Emanuele la cerimonia commemorativa in onore di Aldo Moro, ucciso 39 anni fa dalle Brigate Rosse. Maselli: “il suo insegnamento guidi le politiche del futuro

Il 9 maggio 1978, in via Caetani a Roma, viene ritrovato il corpo di Aldo Moro, sequestrato dalle Brigate Rosse quaranta giorni prima. Un evento tragico che ha segnato per sempre la storia contemporanea d’Italia, e che anche a 39 anni di distanza non smette di lasciare strascichi nelle coscienze politiche e civili della Penisola.

Stamattina, in occasione del 39mo anniversario della morte, anche Bari ha voluto ricordare uno dei figli prediletti della Puglia e la sua eredità, tanto politica quanto intellettuale in un Paese che oggi più che mai sembrerebbe aver perso certezze e punti di riferimento. La cerimonia in onore del presidente Aldo Moro (magliese di nascita ma barese di adozzione), organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con la federazione dei Centri Studi “A. Moro”, ha avuto luogo tra corso Vittorio Emanuele e piazza Moro, lì dove sorgono la targa e il monumento che ricordano Moro e gli uomini della scorta uccisi durante il suo rapimento.

Il vicesindaco Vincenzo Brandi ha depositato una corona d’alloro, mentre l’assessore alle Culture, Silvio Maselli, ha pronunciato un discorso in memoria: “la vicenda di Moro – ha detto Maselli – è inquadrabile sotto tre aspetti. Il primo riguarda la sua vita e il suo magistero straordinario da fine giurista e filosofo del diritto, a capo di una scuola istituita presso l’Università di Bari che oggi porta il suo nome. Ancor prima è stato padre Costituente, antifascista, presidente della FUCI, uomo politico di grande spessore. Il secondo è quello legato alla vicenda brigatista, ancora oggi oggetto di studio e analisi da parte della Commissione parlamentare sulle stragi e sul caso Moro. E il terzo aspetto è relativo al futuro e alla possibilità che il suo pensiero sia percepito nella sua grande vitalità.

Da questo punto di vista – ricorda l’assessore – la città di Bari rende onore alla memoria di un grandissimo statista e un suo “concittadino” illustre. Moro ha abitato e insegnato qui, dove ha vissuto con la sua famiglia la parte più importante della sua esistenza. Per questo abbiamo dato mandato ai nostri uffici di predisporre un affidamento alla federazione delle associazioni morotee affinché vengano apposte delle pietre d’inciampo nei luoghi principali in cui Moro ha operato in città: le giovani generazioni devono sapere e poter ricordare che quello di Moro è stato, ed è ancora, un pensiero attuale“.

Se oggi – conclude Maselli – l’Europa continua a essere unita, se ancora oggi possiamo parlare di due popoli e due paesi, nel caso della crisi israelo-palestinese, se ancora oggi parliamo dell’articolo 7 della Costituzione e della separazione dei poteri tra Stato e Chiesa, ciascuno libero nel proprio ordinamento, lo dobbiamo ad Aldo Moro, il cui insegnamento è luminoso e chiaro e deve poterci guidare per le politiche del futuro”.