NON UNA DI MENO, successo dello “sciopero” delle donne anche a Bari

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Anche a Bari lo “sciopero” globale delle donne ha avuto un buon riscontro, circa mille persone ieri sera in corteo per le vie del Libertà. Anche se piovono critiche.

Lo “sciopero” globale delle donne organizzato dalla rete NON  UNA DI MENO ha avuto successo anche nella nostra città. Gli organizzatori hanno dichiarato, infatti, che al corteo, tenutosi ieri pomeriggio per le vie del quartiere Libertà, hanno partecipato “oltre mille persone. E non solo donne, ma anche uomini e bambini, persone di tutte le età.

In mattinata si era anche svolta un’assemblea in Ateneo, nel Salone degli Affreschi. “Lo sciopero globale delle donne – scrivevano in merito gli organizzatori sulla loro pagina Facebook – entra all’Università, perché anche questo sia un luogo che metta al centro le pratiche e i saperi del femminismo“.

Il corteo del pomeriggio, che ha attraversato alcune vie dello shopping del centro per poi riversarsi tra le vie del quartiere Libertà, ha avuto grande partecipazione. Il tutto in nome della protesta contro le discriminazioni di genere e la violenza in tutte le sue forme nei confronti delle donne, che caratterizza gli otto punti programmatici proposti da NON UNA DI MENO e presenti nel loro manifesto (visionabile sul loto sito).

Purtroppo, non tutto è filato liscio e ci sono state anche proteste in seguito al corteo, da parte sia di alcuni cittadini abitanti del quartiere Libertà, ma anche da parte di alcune forze politiche. Alcuni cittadini hanno tenuto a sottolineare che, secondo loro: “Questa manifestazione non ha senso, e si è deciso di sfilare al Libertà solo per provocazione. Le donne vere sono altre e non hanno sfilato ieri“.

Il coordinatore regionale di Noi Con Salvini, Rossano Sasso, ha avuto modo di esternare le sue critiche al corteo, a causa di “scritte sui muri, palazzi deturpati, manifesti selvaggi affissi illegalmente in centro a Bari“. Mentre Anna Tateo, portavoce barese dello stesso partito, ha detto la sua criticando quelli che ha definito “atti vandalici che hanno colpito numerose vie del centro di Bari, nel nome di una emancipazione femminile ridicola ed ipocrita“.