Mani Pulite, Di Pietro racconta la sua versione dei fatti



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Mani Pulite, l’ex PM del caso  Di Pietro riveste i panni del giurista di quegli infernali anni novanta

Mani Pulite all’Università di Bari, a meno di ventiquattr’ore dall’evento organizzato ieri dalle associazioni studentesche, tiriamo le somme di quello che si è rivelato più di un incontro formativo, bensì una vera e propria lezione di diritto penale.

Ieri, 15 ottobre 2015, Antonio Di Pietro ospite d’onore all’evento “1992: Mani Pulite” all’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, si improvvisa docente e ripercorre le oramai fatidiche indagini che hanno segnato uno degli scandali più imponenti della storia della politica italiana.

Mani Pulite: Di Pietro racconta la sua versione dei fatti
Mani Pulite: Di Pietro racconta la sua versione dei fatti

In questi vent’anni ne ho sentite tante, oggi sono qui per raccontarvi in dipietrese quella che è la mia versione”: con questa frase si apre l’intervento di ieri del dott. Antonio Di Pietro.

Un Di Pietro tale e quale a quello visto in televisione dove, arringa dopo arringa, si trova stavolta dietro al banco dei difensori prono a difendersi dagli attacchi mediatici del terzo millenio.

Un ritrovato giurista che sfoglia con facilità e sapienza un codice penale che conosce bene; dal codice penale al codice civile, passando per l’art. 319 c.p. spiegando attraverso aneddoti cosa si intende per altre utilità: “le cosiddette mazzette, mica erano solo soldi (banconote, NDR), potevano essere anche oggetti di pari valore ad esempio immobili, mobili o lingotti… anche se una volta ricordo di aver trovato soldi in un puff. Come? Semplice – ride l’ex magistrato – il puff non si spostava, era troppo pesante!

Molto a suo agio di fronte ad una platea composta da studenti misti tra giurisprudenza e scienze politiche che hanno accolto con interesse e molta curiosità l’ex onorevole, che è stato molto disponibile a fine convegno nel rispondere alle domande attente degli studenti.

All’incontro sono intervenuti il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari Antonio Uricchio, il prof. Gagliardi La Gala noto amministrativista barese ed il prof. Muscatiello docente di Diritto Penale presso la medesima università. A moderare gli interventi degli ospiti, l’avvocato Barattini.

Il caso “Mani Pulite”, opportunamente sostituito in seguito dal processo “Tangentopoli”, vede sotto accusa l’intera penisola, al fine di stanare quei finanziamenti illeciti ai partiti. Imprese, partiti, politica da quattro soldi… questi sono gli anni che aiuteranno l’ex onorevole ed ex magistrato verso la sua ascesa.

Facendo riferimento alla legge della jungla in cui a cadere è il più debole, l’ex pubblico ministero Antonio Di Pietro asserisce che a seguito dell’inchiesta giudiziaria e del centinaio di indagini svolte nella PA e nell’imprenditoria, sia caduto il 10% dei reati: troppo poco per far sì che uno studente di giurisprudenza possa continuare a credere nella giustizia, ma soprattutto nel voler far giustizia.

Il processo Mani Pulite ha dimostrato di avere molto in comune con il gioco Guardie e Ladri” sostiene Di Pietro; se nel gioco inizialmente a vincere sono le guardie, successivamente i ladri inventano nuovi éscamotages per aggirare il controllo delle prime e vincerle. Come dimostrano i fatti realmente accaduti, al termine del processo, verrà emanata una nuova legge nel giugno ’92 per aggirare i controlli alla PA: questo quindi dimostra che in realtà la specie non è affatto migliorata, come si vorrebbe credere (l’Italia è al primo posto in Europa per corruzione).

Concussione, corruzione e falso in bilancio: la parte su cui si è soffermato più volte l’ospite è la necessità di raccogliere quante più informazioni utili durante le indagini; ad inizio attività istruttoria si parte con un pregiudizio di colpevolezza, confermato o meno a fine processo. Che dire, a verbale!

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