La strada è ancora lunga, ma la cura Camplone si vede

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La vittoria contro il Vicenza ha messo in luce un ottimo Bari per un’ora, prima del crollo nel finale. Resta il problema del goal

[ads1] La prima vittoria dell’era Camplone ha portato in dote tre punti che per il Bari sono una vera e propria boccata d’ossigeno. Il successo di ieri pomeriggio per 2-1 contro il Vicenza al San Nicola ha ridato una forma interessante alla classifica dei biancorossi, che si riprendono il quarto posto e possono preparare il big match di sabato a Pescara con l’animo un po’ più sereno.

Eppure, come quasi sempre è capitato in stagione, la vittoria del Bari mostra due facce, una bella e l’altra spaventosa. La qualità del gioco espressa nella prima ora di gara ha impressionato tutti: manovra veloce, passaggi di prima, verticalizzazioni delle mezze ali Di Noia e Defendi e sovrapposizioni di un Donkor che fisicamente è una forza della natura. Se c’è da trovare, però, un difetto a questa squadra, che comunque sta nettamente traendo beneficio dalla mano di Camplone, uno che ha promesso di giocare per vincere e per ora sta mantenendo la parola data, è la difficoltà a convertire tutta la mole di gioco proposta in goal. Maniero, centravanti partecipe alla manovra e fondamentale nel gioco di squadra, finisce per pagare in termini di lucidità e killer instinct il tanto lavoro di sponda fatto sulla tre quarti. Il primo goal del Bari è arrivato su azione d’angolo con Di Cesare, bravissimo ad approfittare dell’uscita a vuoto di Vigorito, dopo però che per un tempo intero il Bari aveva creato e fallito palle goal potenzialmente pericolose.

Da lodare, di converso, l’azione perfetta che ha portato al goal del raddoppio di Maniero, favorito dal contropiede micidiale di Defendi, abilissimo a punire il Vicenza di Pasquale Marino, in netta difficoltà di gioco e in deficit di idee. Una manovra bella e soprattutto fedele alle caratteristiche della squadra, che da quando è arrivato Camplone si è finalmente resa conto di avere le capacità per imporre il proprio gioco, trovare la prima rete e poi colpire ancora con i suoi formidabili contropiedisti. 

Preoccupa, dunque, il vistoso calo avuto nell’ultima mezz’ora di gioco: i carichi di lavoro ancora sulle gambe e il richiamo di preparazione svolto durante la pausa invernale sono certamente cause del tracollo finale, ma non bastano a spiegare i remi in barca. La leggerezza di Minala e Donkor, le uscite avventurose di Guarna sono degli ulteriori indizi del fatto che il Bari ancora tarda a crescere dal punto di vista mentale e della concentrazione fino al 90′. La rete del vicentino Raicevic su palla persa da Donkor ha riaperto una partita che sembrava chiusa e che solo un immenso Contini è riuscito a salvare nel finale, mettendo una pezza agli errori dei compagni. Un aspetto che ancora dev’essere migliorato e al quale il nuovo tecnico dovrà dedicare gran parte della strategia curativa che aveva predisposto per guarire un Bari malato. La strada che porta alla maturazione definitiva del Bari è ancora lunga: il lusso di commettere certe leggerezze da ora in poi non c’è lo si può più permettere. Dalla prima ora di gioco della partita contro il Vicenza dovrà ripartire il lavoro di Camplone in vista della partita di Pescara, che dirà molto di questo Bari e della capacità della squadra di proseguire sulla buona strada tracciata dell’allenatore.

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