La ex Fibronit è del comune. Ora la bonifica

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Fibronit

Il consiglio comunale approva l’acquisto della ex Fibronit dalla curatela fallimentare per far partire la bonifica. Decaro: “la vittoria dei baresi

È forse giunto il momento di tenersi pronti con la penna in mano per scrivere la parola fine sulla triste storia della ex Fibronit, la fabbrica che per cinquant’anni ha prodotto manufatti in amianto nel cuore della Bari residenziale, tra i rioni Japigia e Madonnella. Da oggi, infatti, l’area è di proprietà del Comune di Bari.

La storia di morte della Fibronit conta 400 (su un totale di 530) ex operai della deceduti negli anni per patologie legate all’esposizione da amianto. Tanti i danni procurati dalla fabbrica anche ad ambiente e popolazione cittadina: devastanti le malattie riscontrate tra le persone che hanno vissuto nel raggio di 1 km dalla Fibronit. 51 casi accertati di mesotelioma, con una particolare concentrazione nel quartiere Madonnella. Il mesotelioma è una malattia rara che colpisce 1 persona su 100.000. 51 casi solo a Bari, per di più in un’area relativamente piccola e circoscritta, sono il termometro  dell’impatto letale della Fabbrica su ambiente e salute dei cittadini.

La svolta del Comune

Finalmente si potrà mettere un punto sulla storia della Fibronit. Ieri pomeriggio, infatti, su proposta dell’assessore al Patrimonio Vincenzo Brandi e della consigliera delegata dalle attività connesse alla bonifica dei siti inquinati Maria Maugeri, il Consiglio comunale ha discusso e approvato la delibera relativa all’acquisizione all’interno del patrimonio comunale delle aree di proprietà della curatele Fibronit e Materit. Si tratta di un passaggio indispensabile per la stipula dell’Accordo di Programma che prevede la bonifica del sito inquinato di interesse nazionale ex Fibronit, in calendario il prossimo 28 luglio, alla presenza del Ministro dell’Ambiente.

Oggi l’incontro decisivo con la conferenza di servizi locale durante la quale le parti saranno chiamate al confronto per l’eventuale approvazione del progetto esecutivo di bonifica del sottosuolo.

Trionfale il commento del sindaco Decaro: “Questo atto rappresenta una vittoria per i cittadini baresi, che finalmente diventano i proprietari di un’area che per tanti anni ha sottratto loro il più importante tra i diritti: quello alla salute. Noi abbiamo preso un impegno, quello di trasformare quel luogo di morte in un parco dedicato alla vita e alla bellezza. La questione della proprietà non è un mero procedimento formale ma un passaggio di sostanza che garantisce ai cittadini il futuro di quell’area su cui mai più si dovrà speculare”.

Soddisfatta anche la consigliera Maugeri: “la firma dell’accordo di programma fissata giovedì prossimo, insieme alla conferenza di servizi, vede finalmente arrivare questa storia ad un punto cruciale e concreto, che poi è l’obiettivo per cui l’attuale e la precedente amministrazione, le associazioni ambientaliste e i cittadini baresi si sono battuti negli ultimi anni”.

Il consenso delle curatele

Un alleato fondamentale in questa battaglia il comune l’ha sempre avuto nella curatela fallimentare.

La curatela, infatti, ha più volte manifestato la disponibilità al trasferimento dell’area ex Fibronit in favore del Comune di Bari.

Il testo dell’accordo, che costituisce un impegno tra le parti per porre in essere ogni misura per l’attuazione degli interventi di bonifica previsti, è stato trasmesso il 14 luglio scorso nella sua versione definitiva dal Ministero agli enti interessati – Comune di Bari, Città metropolitana e Regione Puglia – e riguarda sia la bonifica sia il ripristino ambientale dei luoghi ricadenti nell’area ex Fibronit.

La storia di un trionfo

Il percorso per arrivare fin qui è stato lungo, tortuoso e accidentato. L’accordo di programma, infatti, è una procedura prevista dalla legge 23 dicembre 2005, n. 266 – art. 1, commi 434, 435, 436 – per il recupero delle aree contaminate in situazione di fallimento. La procedura può essere avviata, a norma di legge, nei siti di interesse nazionale qualora, trascorsi 180 giorni dalla dichiarazione di fallimento, non risulti avviato l’intervento di bonifica (il fallimento della finanziaria Fibronit spa e della Materit srl risale al 2008).

Già nel 2010 il Comune di Bari aveva chiesto al Ministero dell’Ambiente di attivare la procedura finalizzata alla stipula dell’Accordo di Programma al fine di individuare il soggetto pubblico al quale trasferire la proprietà dell’area. Nel 2013 la Regione Puglia ha poi condiviso sia il percorso proposto dall’amministrazione comunale sia l’individuazione del Comune di Bari quale soggetto cui trasferire la proprietà dell’area in questione.

Il verde sull’aminato

Il progetto di bonifica, che mira a liberare l’area da ogni residua traccia di amianto, prevede la realizzazione di apposite strutture in cui verranno frantumate le macerie contaminate, da confinare in sicurezza nella zona nord del sito. Al termine delle operazioni, l’area ammorbata per anni dai miasmi tossici emessi da Fibronit, sarà messa in sicurezza grazie all’impiego di speciali pacchetti di isolamento, una sorta di strati impermeabili, che verranno ricoperti da terreno. Alla fine dell’intervento l’area sarà caratterizzata da una serie di collinette artificiali. La durata del cantiere è stimata in 750 giorni circa.

Al termine della bonifica definitiva, su quell’area di 100.000 metri quadri sarà realizzato il più grande parco pubblico della città di Bari, dedicato a tutte le persone che sono morte per mesotelioma pleurico causato da amianto, per quelle che hanno sofferto o soffrono ancora.

Il piano di fattibilità del parco predisposto dagli uffici comunali è stato candidato ai finanziamenti europei, per un investimento di circa 10 milioni di euro, con buone prospettive di essere accolto.