La città fantasma che può rivivere grazie al Politecnico di Bari



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Craco, città a 50 km da Matera, è stata evacuata nel 1963 e definitivamente sgombrata nel 1980. Oggi aspira a rivivere grazie a un  progetto di un gruppo di laureandi in Architettura del PoliBa

E’ da più di 35 anni una città fantasma: Craco, paese lucano a 50 km da Matera viene evacuata nel 1963 a causa di una frana di vaste proporzioni ( risultato,sembrerebbe, di lavori di manutenzione alle infrastrutture e alle reti idriche); duemila persone lasciarono le loro case, trasferendosi a valle, e il centro storico  fu definitivamente abbandonato nel 1980. Oggi Craco conta solo 700 anime e il centro storico è ormai deserto da anni. Magico e quasi spettrale, ha creato un alone di mistero, e sopratutto grande attrattiva presso turisti e registi: Francesco Rosi lo scelse per girare Cristo si è fermato ad Eboli ( scegliendo l’immagine della città come manifesto del film), e Mel Gibson vi ambientò alcune scene di The Passion.

Ma ora, il Comune di Craco mira a rivivere. E dietro la rinascita di Craco ci potrebbe essere proprio l’Università di Bari, precisamente il dipartimento di Scienze dell’ingegneria civile e dell’architettura del Politecnico di Bari.  Il progetto di recupero e restauro del comune lucano è stato infatti  oggetto di tesi di un gruppo di tre studenti di Architettura, che ha poi vinto il premio nazionale ARCo giovani. Non finisce qui: ancora, un altro studio riguarda la restaurazione  dell’ex monastero dei francescani minori  con l’annessa chiesa di San Pietro di Craco. Parzialmente crollato negli anni Sessanta, il monastero fu costruito nel 1620; il progetto di restauro è parte integrante della mostra “Craco, il restauro del borgo medievale” dal 22 ottobre nel monastero di San Pietro a Craco.

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