Italia svegliati, anche a Bari sono suonate le sveglie



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Italia svegliati!

“Italia svegliati” e il disegno di legge Cirinnà: perché dire “no”?

L’Italia viene nuovamente invogliata a rimuovere il velo di torpore sotto il quale giace. La bella penisola appare ancora parecchio scossa dopo la presentazione del disegno di legge Cirinnà, mirante a disciplinare quella che è oggigiorno una spinosa situazione: le unioni civili per le coppie omosessuali e la convivenza in genere. E lungo tutto lo stivale è facile cogliere gli stati d’animo che hanno spinto gli italiani a scendere in piazza, e di quelli che invece hanno lasciato a casa gli altri, specialmente se al ddl si aggiunge una novità: stepchild adoption.

Italia Svegliati!
Bari: la petizione di Amnesty International

Ma esaminiamo un attimo in cosa consiste il ddl al momento posto all’esame del Senato ed in seguito le novità che riguardano le adozioni.

Nel testo Cirinnà, si sottoscriverà dinanzi ad un ufficiale di stato civile, alla presenza di due testimoni, la coppia omosessuale. L’unione sarà poi trascritta in un registro comunale e certificata da un documento che ne attesti la costituzione; questo documento dovrà necessariamente contenere tutti i dati utili all’identificazione dei due sponsali (dati anagrafici; regime patrimoniale; residenza). Si potrà inoltre scegliere uno dei due cognomi o decidere di adottarli entrambi.

Nel testo sono incluse le cause che potrebbero impedire l’unione civile. Sarà infatti considerata invalida qualora una delle due parti:

  • è ancora sposato;
  • è un minore;
  • ha un’interdizione per infermità mentale;
  • ha un legame di parentela;
  • è stata condannata per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra.

Il regime giuridico ovvero diritti e doveri reciproci, figli, residenza, concorso negli oneri, abusi familiari, interdizione, reciproca assistenza (sanitaria, carceraria, unione o separazione di beni), scioglimento dell’unione, nel ddl Cirinnà si applicano i medesimi articoli del codice civile.

Quella che desta più preoccupazione è però la stepchild adoption: l’adozione del bambino che vive in una coppia dello stesso sesso, ma che è figlio biologico di uno solo dei due, prevista dall’articolo 44 della legge sulle adozioni. La stepchild è un passo troppo lungo per l’Italia, forse perchè sembra aggirare un ostacolo ben evidente, quello sulla fecondazione assistita che invece sembrerebbe quasi consentito con questo genere di adozione.

È dunque evidente che la decisione del senato porterebbe un grande cambiamento all’Italia e per il suo ordinamento giuridico: la creazione di un nuovo istituto che avvicina gli italiani ad un nuovo codice civile che si rinnova rendendo possibili le unioni civili per le coppie gay; un codice civile che ammette il matrimonio tra queste e ne tutela diritti e obblighi, alla pari delle coppie eterosessuali. Ma l’Italia è pronta? Al momento solo molti dubbi albergano nei discorsi e soprattutto nelle trasmissioni che trattano lo spinoso argomento. Le idee sono sempre più confuse, specie se poi consideriamo anche un altro fattore, quello della fede religiosa.

Anche a Bari sono scesi in piazza centinaia di persone favorevoli alle unioni civili e che si sentono quindi pronte a questo cambiamento; tra la gente nessun segno specificante l’indirizzo sessuale; erano presenti anche molte famiglie che con i propri figli. Palloncini rosa e bandiere di Amnesty International, accorsa armata di fogli per la raccolta firme per i tanto desiderati equal rights per le unioni civili. Nessuno di questi se l’è fatto ripetere due volte: sveglie impostate alle 18.00 e la piazza del Ferrarese del capoluogo pugliese intona We Are Family.

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