Gabriele Del Grande, anche Bari si mobilita per chiedere il rilascio del regista lucchese

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In seguito alle ultime notizie relative alla situazione di Gabriele Del Grande, prigioniero in un carcere turco dallo scorso 9 aprile, anche Bari in prima linea per chiedere il suo rilascio

Un incontro sabato pomeriggio alla chiesa di San Sabino a Bari, per chiedere la liberazione di Gabriele Del Grande. In questo modo la nostra città e la comunità accademica barese risponde al messaggio di aiuto inviato ieri dal regista, giornalista, documentarista e blogger nella prima telefonata che ha potuto fare dopo giorni di prigionia.

L’evento si unisce ad una serie di altri eventi organizzati in moltisime città italiane a supporto del regista, per far sì che i suoi diritti vengano rispettati e che sia quanto prima liberato e rimandato in Italia.

Bari aderisce alla mobilitazione – scrivono gli organizzatori dell’evento – per la liberazione di Gabriele Del Grande. Gli amici, le amiche, i suoi lettori, coloro che lo hanno incontrato, conosciuto, ascoltato, letto chiedono l’immediata liberazione di Gabriele. Gabriele ha raccontato l’immigrazione e le guerre, questo il suo reato“.

Durante la serata, che avrà inizio alle 19 di sabato 22 aprile, verrà proiettato il documentario “Io sto con la sposa“, reportage di un viaggio dal Mediterraneo alla Svezia premiato alla 71° mostra internazionale del cinema di Venezia.

L’Università degli Studi di Bari – si legge in un comunicato della comunità accademica – si unisce alla campagna #FreeGabriele lanciata per la liberazione di Gabriele Del Grande. Il reporter ha collaborato più volte con i ricercatori e con il dipartimento dell’Università di Bari ed è stato nostro ospite per la proiezione di “Io sto con la sposa” nel 2015 presso il Dipertimento di Scienze della Formazione, Psicologia e Comunicazione. La richiesta insistente della Farnesina, a cui si associa l’Università degli Studi di Bari, è che Gabriele Del Grande possa ricevere regolare assistenza legale e consolare, e che sia rimesso in libertà al più presto, nel pieno rispetto della legge“.