Dipendenti della Natuzzi protestano contro la mobilità



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Un gruppo di lavoratori dell’azienda con sede a Santeramo aderenti alla USB, protestano da ieri contro la mobilità di 330 dipendenti

È iniziate ieri mattina, e sta proseguendo, la protesta dei dipendenti della Natuzzi aderenti all’Unione Sindacale di Base. Il presidio è presente dalle 6 di giovedì mattina. Uno sciopero per dire no all’annunciata messa in mobilità dei 330 dipendenti, la cui cassa integrazione scade in ottobre.

L’ USB ha fatto sapere in una nota che: “si opporrà con tutte le sue forze affinché neanche un solo operaio della Natuzzi perda il posto di lavoro“. La proposta dei sindacati è chiara, ovvero l’estensione del contratto di solidarietà a tutti i dipendenti dell’azienda. Si punta inoltre a far sì che l’azienda approvi un piano industriale che punti a vincere la concorrenza con la qualità del prodotto. Per i sindacati non è una soluzione il taglio dei posti di lavoro.

Il sindacato da mesi denuncia immobilità nella contrattazione. E questo sciopero, ribadiscono: “è solo l’inizio della lotta. Facciamo appello a tutte le istituzioni. Alla Regione, ai comuni, al governo, affinché si riapra la vertenza. È necessario che siano ascoltate tutte le voci in campo“.

La protesta di questi due giorni ha visto i dipendenti prima incatenarsi davanti ai cancelli dell’azienda, e poi stendersi sull’asfalto. Vedremo ora come reagiranno i vertici dell’azienda e quali soluzioni si riusciranno a trovare di comune accordo.

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