D’Ambrosio Lettieri: “Boccia ha le idee chiare”

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Il Sen. d’Ambrosio Lettieri (CoR) si congratula con il neo eletto Presidente di Confindustria, sottolineando l’importanza delle sue parole sul meridione

Cambio al vertice in Confindustria, il nuovo Presidente eletto è Vincenzo Boccia,imprenditore salernitano, 52 anni, laureato in economia e commercio, attivo nel settore della grafica.

Boccia prima dell’elezione a Presidente, in confindustria, aveva già ricoperto la delega del settore credito e finanza nel comitato di presidenza. Su 198 aventi diritto, hanno votato in 192: Boccia ha ottenuto 100 voti, Vacchi 91 e una sola scheda bianca. Durante la votazione, è stato tributato un lungo applauso al past president Vittorio Merloni che non è potuto venire a votare.

Con la nomina di un presidente del meridione, si auspicano importanti azioni mirate al rilancio del nostro territorio.

«Già dalle sue prime dichiarazioni, il neo presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, al quale vanno i miei auguri di buon lavoro, ha evidenziato il carattere pragmatico, concreto e costruttivo della sua proposta. – dichiara in una nota il Sen. d’Ambrosio Lettieri (CoR) –  Soprattutto sul Sud, completamente dimenticato dal Governo Renzi, ha dimostrato di avere le idee chiare, sottolineando la necessità- piuttosto che di politiche speciali – di politiche e interventi identici a quelli che sono stati e verranno attuati per il Nord del Paese e, dunque, altrettanto efficaci. Di questo il Mezzogiorno ha bisogno: di un lavoro mirato e intensivo, di pari opportunità e di azzerare le iniquità ancora in atto su tanti fronti – uno fra tutti quello del riparto del fondo sanitario nazionale, ma anche dei punti organici nelle Università, solo per citarne due  – per crescere e far crescere tutta l’Italia.

La Confindustria di <progetto, proposta e denuncia> auspicata dal neo presidente non potrà, se così sarà, che contribuire in maniera decisiva a questo obiettivo.

Al presidente uscente, Giorgio Squinzi, va l’apprezzamento per il lavoro svolto in anni particolarmente difficili per l’impresa italiana in un contesto di grande crisi internazionale e di sostanziale inadeguatezza della risposta del governo italiano».