Comune, No a commenti dei dipendenti sui social



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Il Comune approva il nuovo codice di comportamento, ai dipendenti viene vietato di esprimersi negativamente sui social network

I panni sporchi si lavano a casa propria “o nel comune proprio”. Ne sa qualcosa il sindaco barese Antonio Decaro, che con l’ultimo codice di comportamento approvato dalla giunta comunale, ha vietato ogni tipo di commento negativo da parte dei dipendenti sui social.

L’innovazione, del codice di comportamento, che crea più scalpore e sdegno, è all’art 8 comma 2: “Il dipendente si astiene all’esprimere, anche nell’ambito dei sociale network, giudizi sull’operato dell’Ente, derivanti da informazioni assunte nell’esercizio delle proprie funzioni che possano recare danno o nocumento allo stesso”.

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La linea dell’amministrazione risulta chiara, eventuali malumori o pensieri contrari devono rimanere tra le mura del palazzo di città, senza raggiungere quei lettori che sarebbero giustamente interessati nel sapere come proseguono i lavori degli amministratori che hanno eletto ed ai quali hanno affidato cinque anni di amministrazione del proprio comune. 

Sicuramente migliori le innovazioni apportate in materia di timbratura del cartellino, infatti si può leggere che “Il dipendente si reca senza indugio alla propria postazione di lavoro e non si allontana per parcheggiare il mezzo di trasporto utilizzato per recarsi al lavoro”, cercando di mettere la parola fine a quella triste usanza del timbrare il cartellino e poi volatilizzarsi perché “la macchina era in doppia fila”.

Sicuramente condivisibili risultano anche l’obbligo di non accettare regali superiori al valore di 100€ e il non poter ricevere soggetti privati presso la propria abitazione per discutere di pratiche di inerenti il proprio ufficio.

Insomma un codice genericamente accettabile e innovativo, quello messo in pratica dal comune del capoluogo barese, se non fosse per quel passaggio sul censurare gli stati d’animo dei dipendenti che farebbe quasi pensare, ai più malfidati, si tratti di un veto messo con la consapevolezza che qualcosa negli uffici proprio non funzioni.

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