Disastro ferroviario, blocco telefonico sistema obsoleto: lo conferma la magistratura

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Continuano le indagini del pool di Trani. E’ di oggi la conferma dell’accusa dei magistrati rivolta al sistema telefonico obsoleto con cui era gestito il transito dei treni dalla Ferrotramviaria

Se c’è una cosa di cui pendolari e  cittadini erano ormai convinti è che il disastro ferroviario dello scorso 12 luglio non possa essere stato causato da un semplice errore umano. La rabbia che monta tra i cittadini è dettata proprio dal fatto che sia stato possibile un errore umano in un sistema complesso, quale quello della gestione di decine  e decine di treni che viaggiavano ( e viaggiano anche oggi) nell’arco di alcune delle città più grandi del Nord Barese, e delicato, che trasporta ogni giorno centinaia di pendolari. Era impensabile che i treni della Bari Nord fossero gestiti dal blocco telefonico su quasi tutta la tratta, e molti hanno accusato la precarissima se non quasi inesistente presenza di sicurezza.

Ma oggi arriva la conferma anche dalla magistratura:il sistema era ed è obsoleto e assolutamente insicuro.

Dopo aver acquisito i documenti dell”Ansf, l’Agenzia sulla sicurezza ferroviaria, sarebbe emerso che la corretta interpretazione della normativa ferroviaria non ammette il blocco telefonico: infatti, il Dpr 753 del 1980 impone al gestore della linea ferroviaria di adeguare la sicurezza alla migliore tecnologia esistente. L’Ansf avrebbe delegato a Ustif, un ufficio periferico del Ministero dei Trasporti che ha competenze sulla sicurezza, la quale ha regole differenti e tollera il blocco telefonico.

Nei prossimi giorni potrebbe arrivare l’esame , con l’accertamento tecnico irripetibile, della scatola nera di uno dei due treni e dei computer sequestrati alla società ferroviaria.

La notizia determina sicuramente un ulteriore spostamento delle responsabilità del caso. Come aveva accennato il pm Giannella all’indomani della strage, e come ha poi sottolineato il presidente della Regione Michele Emiliano, le indagini sarebbero state ampie e minuziose, avrebbero guardato anche al passato della Ferrotramviaria, specialmente sugli incidenti sfiorati ( come quello dell’ottobre 2014) e non si sarebbero fermate alla semplice responsabilità dell’errore umano.