Bari Vecchia, presentato il progetto dei presepi itineranti

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Parte da stasera il viaggio dei presepi itineranti per Bari Vecchia. Decaro: “contento di aver concentrato qui il cartellone degli eventi natalizi

Partono stasera, alle 18:30, le visite guidate ai presepi itineranti che animeranno Bari Vecchia durante il periodo natalizio. Questa mattina, però, il preambolo dell’evento: il sindaco Antonio Decaro e Michele Fanelli, presidente del circolo Acli Dalfino, hanno presentato il programma degli eventi organizzati dall’associazione durante le festività natalizie nella città vecchia. Tra le iniziative che stanno riscuotendo maggior successo tra i cittadini, infatti, ci sono proprio i presepi realizzati da alcuni artigiani locali per cui il circolo organizza le visite guidate gratuite.

Il senso di questa iniziativa – spiega il sindaco Decaroè presentare questo itinerario tra i presepi della città vecchia cercando di valorizzare tutte le attività spontanee che le associazioni organizzano e offrono ai cittadini nel periodo natalizio così come tutti i giorni dell’anno. Il loro lavoro, come il lavoro delle scuole e delle parrocchie, ci permette in tante occasioni di avere un presidio costante in tante zone della città. Per questo ho voluto accanto a me due pilastri della vita di Bari vecchia, don Franco Lanzolla, punto di riferimento spirituale e sociale del quartiere, e Michele Fanelli, che è il simbolo delle tradizioni più care ai baresi“.

Quest’anno – continua il primo cittadino – avevamo lanciato una sfida a noi stessi, animare Bari vecchia concentrando tutte le maggiori attrazioni tra i vicoli e le piazze più suggestive guidando le persone che solitamente, nel periodo dello shopping natalizio, si fermavano nel murattiano senza oltrepassare le vecchie mura. Abbiamo vissuto per troppo tempo guardando da corso Vittorio Emanuele in su, verso monte, e troppo poco da corso Vittorio Emanuele verso il  mare: in questa direzione, nel mezzo c’è il cuore di Bari, la nostra storia che custodisce anche gli elementi chiave per interpretare il nostro futuro. A giudicare dalla quantità di persone che nei giorni scorsi si sono riversate tra le strade di Bari vecchia, credo che la scommessa sia vinta, perché vedere quei vicoli e le nostre piazze più belle così animate è una bella soddisfazione per noi e la conferma che questo è il percorso sul quale proseguire.

Sono sei i presepi allestiti in diversi locali della città vecchia, tutti realizzati da associazioni e artigiani locali, ognuno con caratteristiche differenti che li rendono a suo modo unico.

Questi presepi sono aperti al pubblico dall’8 dicembre, giorno dell’Immacolata  fino al 2 febbraio, giorno in cui secondo la tradizione i presepi si smontano – ha spiegato Michele Fanelli. Per sostenere e valorizzare l’attivazione e l’impegno dei tanti cittadini che hanno realizzato i presepi e le altre iniziative, abbiamo chiesto che questo percorso entrasse a far parte a tutti gli effetti del programma degli eventi di Natale realizzato dal Comune di Bari, che quest’anno si concentra nella città vecchia“.

Stiamo sperimentando personalmente il gradimento dei cittadini rispetto alle tante iniziative organizzate e tante e bellissime sono le persone che stanno riscoprendo i vicoli della città vecchia in queste sere. Proprio sulla base di questa esperienza ci auguriamo che la collaborazione con l’amministrazione comunale per la valorizzazione di un percorso stabile su Bari vecchia sia costante e duratura, che vada ben oltre le feste di Natale o gli appuntamenti tradizionali, perché nonostante i tanti passi in vanti che abbiamo fatto, Bari vecchia ha ancora tanto bisogno di vivere di luci e di persone per bene”.

Alla conferenza stampa è intervenuto anche don Franco Lanzolla, parroco della Cattedrale di San Sabino: “La gente di Bari vecchia ha voglia di futuro. Ci sono energie nascoste dietro ogni bambino, in ogni vicolo, in ogni piccola bottega del quartiere. Ci sono risorse che possono diventare valore per l’intera città. Bari vecchia è come un grande ulivo, anche se fuori ha qualche foglia ingiallita o qualche ramo secco, dentro ha una linfa vitale che scorre e che non si addormenta mai, né si rassegna. La gente ha ancora voglia di custodire il senso della nostra cultura e delle nostre radici non in chiave conservativa ma per tradurla in un ottica di futuro”.