Il Bari in trasferta non c’è. A Pisa solo un brodino caldo



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Un Bari inconcludente non va oltre lo 0-0 a Pisa, rischiando la sconfitta nel finale. Per sabato Colantuono avrà una squadra decimata

Meglio feriti che morti, questo è certamente vero. Ma il Bari malato di trasferta dopo l’insipido 0-0 maturato all’Arena Garibaldi contro il Pisa non ha di certo dato segni di guarigione. Un punto che interrompe l’emorragia esterna che perdurava da oltre due mesi, ma che di fatto non aggiunge nulla ad una classifica incerta e, anzi, porta a galla il tappo di sughero dei difetti cronici di questa squadra.

Bari Spuntato

Il problema numero uno del Bari, tanto sotto la gestione Stellone quanto sotto quella Colantuono, è l’inconcludenza in avanti. Ieri sera, a Pisa, Colantuono ha provato a cambiare modulo, complice le tante assenze (che saranno ancor di più sabato prossimo contro l’Avellino, ma ci ritorneremo), senza però ancora una volta riuscire a trovare il grimaldello per sbloccare la verve offensiva del suo Bari. Il laborioso 3-4-1-2 proposto dal tecnico biancorosso ha fatto una fatica enorme al cospetto dell’ordinato 4-3-3 del Pisa di Gattuso, trovatosi costantemente con un uomo in più a centrocampo e, soprattutto, con la possibilità di lasciar ragionare Di Tacchio in cabina di regia.

Brienza nella posizione di trequartista e lo spento De Luca come seconda punta hanno finito costantemente per girovagare nella metà campo del Pisa senza trovare la giusta collocazione, a scapito dell’isolatissimo Maniero, uscito dal campo senza aver ricevuto l’ombra di un pallone giocabile, tanto centralmente quanto dagli esterni, dove Daprelà e Cassani erano, giustamente, più preoccupati a difendere che a spingere.

De facto, l’unica vera occasione più o meno nitida del Bari se la inventa il più positivo, Fedele, concretizzando a metà primo tempo l’inizio un po’ più propositivo del Bari; a dire no al suo bolide dai 25 metri un attento Ujkani. Non che il Pisa abbia fatto molto di più, ma con un atteggiamento tattico chiaro e arcigno (riproduzione fedele dell’indole del suo mister) ha saputo tener botta alle sporadiche iniziative di un Bari preoccupantemente senza fosforo in mediana (Valiani: partita da 4,5), per poi ripartire in contropiede. L’occasione più ghiotta di una partita spenta la crea nel finale l’ex Lores Varela, che a tu-per-tu con Micai spara sulla traversa un contropiede condotto magistralmente.

Uomini Contati

Ma, raccattato questo punticino e bevuto il buon brodetto caldo, in cima alla lista dei problemi di Colantuono c’è la formazione da schierare sabato prossimo, nella delicata sfida interna contro l’Avellino. Alla squalifica di Basha si vanno ad aggiungere quelle pesantissime di Di Cesare, Cassani e Valiani (doppia ammonizione puerile nel finale), a cui si somma l’infortunio di Sabelli e quello molto probabile di Moras, uscito ammaccato dall’Arena Garibaldi di Pisa.

Una situazione paradossale, che però fa emergere l’incompletezza di questa rosa e la necessità di pensare ad un piano B durante il mercato di gennaio. Sabato, con le concomitanti assenze di Cassani e Sabelli, al Bari mancherà un terzino destro di ruolo, e anche l’ipotesi difesa a 3 (con Capradossi al posto di Moras) diventerebbe sempre meno percorribile. A centrocampo ci saranno a giostrare i soli Fedele e Romizi: decisamente troppo poco per pensare di imbastire una manovra degna di questo nome.

L’unica speranza è il fattore San Nicola, dove il Bari, eccezion fatta per i clamorosi rovesci contro Cittadella e soprattutto Benevento, ha sempre saputo gettare il cuore oltre l’ostacolo, raccimolando ben 17 dei 24 punti in graduatoria. Sabato, per una partita già decisiva, ce ne sarà tanto bisogno.

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