Bari, fortuna e presunzione. Basteranno ai playoff?

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Bari
La Presse

La vittoria di Brescia ha dato al Bari la qualificazione ai playoff, ma ne ha evidenziato anche i limiti, tecnici e caratteriali

Alla fine il Bari ce l’ha fatta a guadagnarsi l’obiettivo minimo stagionale, l’accesso ai playoff promozione. È stata una strada tortuosa, piena di buche e che il Bari non ha mai fatto nulla per rendere più sicura e facile. La partita del Rigamonti di Brescia è stata la fotografia perfetta della stagione isterica del Bari, prima passato in vantaggio per 0-2 e poi rimontato fino al 2-2 dai giovanissimi di mister Boscaglia, rimasti pure in dieci. A decidere il 2-3 finale ci ha pensato ancora una volta Rosina, l’uomo della provvidenza che ha saputo trasformare il rigore al 94′, certificando il passaporto per i playoff e mantenendo ancora vive le speranze di terzo/quarto posto in classifica. Ci si gioca tutto venerdì nello scontro diretto col Trapani.

BARI PRESUNTUOSO – A Brescia, quindi, un’altra figuraccia evitata. Il Bari visto nei primi 20′ di gioco è squadra viva, veloce, capace di imporre il proprio ritmo e di trovare subito due goal (anche con un pizzico di fortuna e con l’aiuto del portiere bresciano Minelli). Nei restanti 70′, è stato il solito Bari, una squadra supponente, che ha cercato di amministrare il vantaggio facendo calare la tensione e lasciando completa iniziativa all’avversario. Situazione ancor più aggravatasi quando il Brescia è rimasto in dieci per l’espulsione di Kupisz: il Bari ha provato ad addormentarla col palleggio, ma senza la dovuta qualità a centrocampo la squadra di Camplone ha finito per regalare troppi palloni davanti alla difesa, soprattutto con un Defendi sempre più spaesato nel far girare il pallone. Camplone, vistosi con le spalle al muro, aveva anche provato a giocarla in modo diverso, inserendo dei contropiedisti come Di Noia e Boateng, ma l’altro grande limite del Bari è il non saper chiudere le partite, sprecando troppe occasioni davanti alla porta. Le reti di Morosini ed Embalo, nascono da precise situazioni tattiche: prima l’abbassamento del baricentro dopo il doppio vantaggio, poi un fallo evitabile dopo l’ennesima palla persa in transizione. Di certo, però, a questa squadra non manca la fortuna, e anche quella rabbia nervosa che permette di creare i presupposti per rimettere le cose apposto. Per il momento può bastare, ma ai playoff servirà qualcosa di più.

LEADERSHIP – Il Bari accusa un vuoto di personalità in panchina e in campo. Troppo spesso si sono visti errori di concentrazione che una squadra tra le più esperte della B non dovrebbe mai commettere. Di fatto, l’unico vero leader del presente, a livello tecnico ma anche e soprattutto caratteriale, è Rosina. L’ex Toro è sempre da solo a far salire la squadra, a provare il dribbling per creare superiorità, ma non di rado finisce per non trovare l’appoggio dei compagni. Nei primi 20′ di Brescia, quando De Luca ancora sembrava poter dare qualcosa alla partita, Pusças riusciva a lavorar di sponda e Dezi si inseriva con continuità tra le linee avversarie, le qualità di Rosina risaltavano e la manovra del Bari acquisiva velocità e imprevedibilità. Poi quando si è spenta la magia ed è subentrato il leziosismo, il 18 come al solito è stato l’ultimo ad arrendersi e dal suo piede è partito il tiro dal dischetto che ha fatto vincere al Bari una partita che sembrava ormai compromessa. Sta di fatto che in questa ultima settimana di campionato e nei susseguenti playoff, ci sarà bisogno di ritrovare unità d’intenti, a partire dell’allenatore, che troppe volte si è detto scontento della squadra e poco ha fatto per dare una scossa emotiva ai suoi. Di sicuro c’è che arrancando così ai playoff non si farà molta strada, quindi questo è il momento per invertire la tendenza e iniziare a dare un senso compiuto a questa stagione.