Una buccia di banana per salvare l'ecosistema marino



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All’Expo si parla anche di scienza: un esercito di giovani geni ed aspiranti scienziati si impegna (anche) per il nostro mare, mettendo appunto una simpatica iniziativa avente per protagonista una buccia di banana

Se anche voi ricordate con affetto le simpatiche vignette dei fumetti, dove le insidiose bucce di banana davano filo da torcere ai nostri eroi, vi stupirà l’esito del concorso che ha coinvolto tre studenti dell’istituto Malignani di Udine.

Grazie all’opportunità data loro dalla Fast (Federazione associazioni scientifiche e tecniche), per conto della Commissione Europea; Thomas Alt, Alessandro Roccaforte e Sofia Srebotuyak hanno unito le loro competenze e forze per salvaguardare in maniera innovativa l’ambiente marino.

Il progetto, una boa chiamata «Bophis», ha cura sia della protezione dell’ambiente sia della sostenibilità. Il costo del dispositivo si abbassa di un migliaio di euro rispetto al prototipo precedentemente utilizzato, grazie ad un filtro realizzato da bucce di banana.

Il risultato finale? Una boa sorprendentemente più attenta: il suo principale obiettivo è infatti quello di monitorare la salute dell’acqua marina e di valutarne l’acidità, la quale comporterebbe la morte delle microalghe alla base dell’ecosistema; l’aspetto economico soddisfa anzi tempo gli esperti, viste le opportunità di riutilizzo delle bucce (fino a nove volte). La stima circa le capacità di assorbimento delle particelle inquinanti supera di gran lunga le aspettative e le precedenti performances registrate dai normali filtri.

Questa naturale innovazione rasserena gli ambientalisti poiché considerata la quantità di pectine presenti nella buccia essiccata, il filtro fungerebbe persino da Metal Catcher per attrarre gran parte delle molecole dei metalli inquinanti le nostre acque, aventi carica opposta rispetto alle pectine.

L’attrazione tra le pectine ed i metalli non è altro che il frutto degli esperimenti effettuati dal giovane Alvaro Maggio, ventenne pugliese; quest’attrazione chimica gli ha anche servito sul piatto d’argento l’opportunità di competere all’EUCYS, la competizione che premia progetti e invenzioni scientifiche fatte da adolescenti, compresi tra i 14 ed i 20 anni.

Maggio, ex studente dell’IIS Q. Ennio di Gallipoli (LE), racconta di aver iniziato facendo degli esperimenti per testare la capacità delle bucce di frutta e verdura di mitigare gli effetti collaterali di alcuni farmaci gastrolesivi. Per lo studente pugliese un’ottima ricompensa: Alvaro Maggio trascorrerà una settimana presso Istituti per l’Ambiente e la Sostenibilità dell’Unione Europea (JRC’s Institutes a Ispra, nel varese).

La disputa si è conclusa e gli italiani sono lontani dal podio, ma le occasioni per i giovani tricolori non mancano ed il progetto di applicazione per uso domestico e non sembra pronto per scorrere lungo gli argini tormentati di una penisola poco attenta. O è forse troppo presto?

Un po’ come per gli scimpanzé, una volta perso il nostro habitat naturale a causa della nostra noncuranza, pagheremo un caro prezzo.

Scivolerei” volentieri su questa buccia di banana, grazie alla ai fantastici studi condotti da questi ragazzi.

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