Assemblea FC Bari, domani il giorno della verità?

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Domani l’assemblea della FC Bari ratificherà il passaggio delle quote da Paparesta a Giancaspro. Ora il Presidente spera in Dató

Rinviata a domani, lunedì 6 giugno, l’assemblea straordinaria della FC Bari 1908, da cui uscirà il nuovo management.

Dall’ultimo incontro, svoltosi presso gli uffici del Notaio D’Alesio, è venuta fuori una specie di tregua armata tra le due anime della società, il Presidente Paparesta e l’imprenditore molfettese (socio al 5%) Cosmo Giancaspro. Domani l’assemblea, stando alle voci di corridoio che ormai si fanno sempre più concrete, ratificherà il frutto dell’accordo tra i due: Paparesta cederà il 90% delle quote societarie a Giancaspro, che procederà con l’immediata ricapitalizzazione per oltre 5 milioni di Euro. L’opportunità che verrà data a Paparesta dall’assemblea di domani sarà di potersi riprendere l’80% della torta entro quindici giorni (deadline fissata per il 20 giugno), altrimenti l’intero pacchetto passerebbe nelle mani di Giancaspro in via definitiva.

Difficile pensare che, qualora si verificasse quest’ultima circostanza nell’assemblea del 20 giugno, Giancaspro prenda effettivamente il posto di Paparesta in plancia di comando della nave Bari. Molto più verosimile l’ipotesi che anche lo stesso Giancaspro vada alla ricerca di un acquirente, per vendere il 100% della società, rientrare dell’investimento e magari provare a guadagnare qualcosina.

Dalla sua, invece, a Paparesta non rimane che infittire il pressing su Mr. Dató, affinché sborsi i 10 milioni di Euro necessari per riprendersi le quote societarie e far ripartire il Bari.

Dalla Malesia arrivano voci, non confermate, secondo cui il tycoon Noordin starebbe prendendo tempo a causa della “guerra civile” che è scoppiata in seno al Bari tra Giancaspro e Paparesta. Non si arresta, però, la crescita dello scetticismo sulle reali intenzioni del malese; a parte i sempre incoraggianti e solerti post su Facebook dell’avvocato Iannarelli, advisor di Mr. Dató, tra le mani dei baresi e dell’opinione pubblica non c’è niente di concreto. Di bonifici, fideiussioni, fondi asiatici, finora non si è vista l’ombra; resta da capire quali siano le reali intenzioni di Noordin, e soprattutto perché non abbia già proceduto con i pagamenti.

Di certo c’è solo che il tempo per Paparesta inizia a stringere: dalla sua parte l’ex arbitro internazionale ha praticamente tutta la tifoseria (che sembra mal digerire la figura di Giancaspro) ma quindici giorni di tempo per sbloccare la situazione con Dató, oppure per mettere in piedi un piano B, non sono tanti. Domani l’assemblea farà partire la sabbia della clessidra, dando il via alla corsa del Presidente contro il tempo per ritornare in controllo della società. Se non dovesse riuscirci, Bari dovrebbe fare i conti con un’ennesima delusione.