AIL : “La ricerca è vita” prende voce all’Uniba



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AIL (Associazione Italiana Leucemie) parla agli studenti dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”

Le porte dell’Uniba si sono aperte lo scorso 10 dicembre 2015 all’Associazione Italiana Leucemie (AIL), l’evento organizzato da alcuni studenti si è tenuto nell’Aula De Blasi, presso la Scuola di Medicina dell’ Università di Bari.

Nel corso del convegno sono intervenute nell’ordine la prof.ssa G. Specchia, direttrice dell’ U.O. di ematologia con trapianto presso il Policlinico di Bari, la dott.ssa D. Mininni, dirigente del laboratorio tipizzazione tessutale e la dott.ssa L. Anelli, ricercatrice presso la sezione di ematologia con trapianto del Policlinico di Bari.

La ricerca è vita” il motto; sensibilizzazione la parola d’ordine.

Le tre dottoresse, portavoci dell’ AIL hanno spiegato, in primo luogo, quali possono essere le cause di una leucemia, provocata essenzialmente da una mutazione a livello genico, in quante diverse categorie possono essere collocate le leucemie oggi conosciute e le altrettanto numerose modalità di cura per ogni tipologia della malattia.

Lo scopo dell’ AIL, attraverso le parole delle tre esperte, è stato quello di sottolineare come la ricerca abbia fatto passi in avanti in questi ultimi vent’anni, facendoci parlare oggi addirittura di guarigione dalla malattia, ovvero di completa scomparsa della stessa! La ricerca, però, può continuare a correre e a raggiungere un traguardo dopo l’altro soltanto attraverso l’aiuto da parte di chi non si è trovato a combattere la malattia in prima persona ma ne ha sentito parlare anche per sbaglio e non riesce ad esserle indifferente. Proprio per questo motivo, la giornata è stata sfruttata anche per raccogliere donazioni libere o attraverso la vendita di gadget dell’ AIL Informare quante più persone possibili deve essere, allora, lo scopo di ognuno di noi affinché ciò che avviene nel mondo della ricerca non sia accessibile solo agli addetti ai lavori.

Infine, le tre dottoresse hanno incoraggiato tutta la platea, composta unicamente da ragazzi tra i 19 eail i 25 anni, a compiere un gesto importante: tipizzarsi! Tipizzarsi significa iscriversi al registro donatori di midollo osseo e per farlo è necessario sottoporsi ad un semplice prelievo di sangue. Una volta inseriti all’interno del registro bisogna essere consapevoli dell’impegno preso, essere pronti a non riattaccare quella telefonata che potrebbe salvare una vita. Allo stesso tempo bisogna essere consapevoli di ciò a cui si va incontro: un intervento con anestesia totale e un periodo di recupero di circa 10-15 giorni. Tutto l’intervento viene comunque svolto nella massima sicurezza per il donatore, che viene sottoposto ad una serie di analisi subito prima dell’intervento per accertare che non corra rischi. Per fare chiarezza è importante sottolineare che il midollo osseo non è il midollo spinale: il midollo osseo viene estratto dalle ossa piatte del bacino e per questo non comporta in alcun modo rischi per la vita futura del donatore!

È possibile iscriversi al registro dei donatori se si ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni e non si hanno malattie del sangue; inoltre, la disponibilità del donatore iscrittosi al registro permane fino ai 55 anni.

Dopo questa giornata, si spera, quindi, che queste informazioni corrano da una bocca all’altra attraverso il passaparola e che tutti, o quasi, noi giovani sentiamo la necessità di migliorare la vita altrui, anche attraverso il sostegno ad associazioni quali l’AIL E l’A.D.M.O. (Associazione Donatori Midollo Osseo)

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