Adozioni internazionali, la protesta arriva a Montecitorio

3
manifestazione simbolica per le adozioni

Sul ritardo di circa tre anni rispetto alle relative adozioni decine di famiglie la scorsa settimana hanno manifestato davanti la Camera dei Deputati. Scagliusi (M5S): “Gravi responsabilità del Governo e del CAI”

Dopo tre anni di attese, ansie e speranze, la scorsa settimana dinanzi all’ingresso della Camera dei Deputati a Montecitorio, decine di genitori adottivi provenienti da tutta Italia si sono incatenate simbolicamente per manifestare contro il Governo e contro la Commissione Adozioni Internazionali (CAI), rei di tenerli all’oscuro sulla situazione dei loro bambini. Sono ben 847 giorni che questi genitori, infatti, attendono di abbracciare i loro figli dal Congo, per i quali la documentazione risulta essere formalmente a posto ma che, tuttavia, aspettano il visto d’uscita. Dal 2013, infatti, le autorità congolesi hanno bloccato le autorizzazioni per l’uscita dal Paese, salvo poche eccezioni, ad oggi per circa una cinquantina di bambini. Sarebbero altri 136 i bimbi destinati a famiglie italiane che sono ancora negli orfanotrofi di Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo.

manifestazione simbolica per le adozioni
manifestazione simbolica per le adozioni

A manifestare davanti a Montecitorio c’era anche una famiglia lucana, la famiglia Lionetti, che è seguita da un ente autorizzato con sede a Bari: «Noi non abbiamo ricevuto alcuna diffida dal nostro ente in merito alla partecipare a questo protesta. Tuttavia, sono ormai 847 giorni che attendiamo il giorno in cui potremo abbracciare i nostri due bambini ma al momento nessuna novità. Noi ci mettiamo la faccia e ormai siamo decisi ad andare fino in fondo per capire di chi sono le responsabilità di questo ritardo. La CAI a più riprese ci ha detto che la Commissione rappresenta il Governo. Va da sé che, quindi, le responsabilità vanno ricercate a Palazzo Chigi».

Scagliusi con le famiglie in protesta per le adozioni
Scagliusi con le famiglie in protesta per le adozioni

«Decine e decine di famiglie italiane attendono da quasi due anni e mezzo mentre le famiglie di altri Paesi, come gli Stati Uniti, riescono a portare a casa i loro figli dichiara il deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S), in prima linea sul tema delle adozioni su – Il lavoro diplomatico degli altri Paesi porta i suoi frutti perché fatto di rapporti e visite frequenti nella Repubblica del Congo. L’Italia, invece, crede di tenere i rapporti via telefono, evidentemente senza successo. Come se non bastasse, alcuni enti in difesa della CAI hanno intimato ad alcune famiglie di non partecipare alla protesta, pena la remissione del mandato conferito. Tutto ciò è inaccettabile. Gli enti e la CAI devono agire nell’esclusivo interesse dei bambini e dei genitori e queste minacce di sicuro non vanno in questa direzione».

Del resto già qualche mese fa, i cori di protesta delle famiglie si erano levati all’indirizzo della CAI in quanto poco trasparente rispetto alla delicata questione delle adozioni internazionali ed in particolare rispetto alle adozioni dalla Bielorussia. «Ormai la gestione inaccettabile della Commissione da parte della Presidente Della Monica, scelta da Renzi forse per immobilizzare le adozioni internazionali, è sotto gli occhi di tutti – aveva dichiarato agli organi di stampa Emanuele Scagliusi, componente M5S della Commissione Affari Esteri di Montecitorio – Infatti, con un’interrogazione parlamentare ho chiesto al Presidente del Consiglio delucidazioni su alcuni dei molti dati mancanti sul sito istituzionale della Commissione Adozioni Internazionali: dall’importo destinato alla spesa per indennità di carica spettante al Vice Presidente della Commissione (proprio la Dott.ssa Silvia Della Monica), all’elenco aggiornato del personale in servizio presso la segreteria tecnica della CAI, passando per i criteri di assegnazione dei rimborsi relativi alle spese sostenute per l’adozione di uno o più minori stranieri».

E a tal proposito, i 5 Stelle avevano presentato un emendamento alla Legge di Stabilità 2016, a prima firma sempre di Scagliusi, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, con il quale si propone di aumentare a 30 milioni annui il “Fondo per le adozioni internazionali”, al fine di concludere tutte le attività relative ai rimborsi delle procedure adottive successive all’anno 2011.