L’Accademia di belle arti di Bari rischia la chiusura



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L’Accademia di belle arti rischia di chiudere a causa dell’inadeguatezza delle aule dove svolgere le lezioni

L’Accademia di belle arti di Bari è stata istituita nel novembre del 1970, con i corsi di Pittura, Scultura e Scenografia, ai quali successivamente si aggiunse quello di Decorazione e negli ultimi anni quello di Grafica. L’Accademia rientra nel settore dell’Alta formazione artistica e musicale (AFAM) e può rilasciare diplomi accademici di primo livello (equipollenti alla laurea) e di secondo livello (equipollenti alla laurea magistrale) per la formazione artistica.

Purtroppo, ad oggi, la struttura sta attraversando un periodo nero. Si parla di questi problemi già da un anno a questa parte, ma ancora nessuno ha trovato una possibile soluzione. La situazione in cui si trovano gli studenti è disagevole poiché, ad oggi, ci sono 850 ragazzi costretti a studiare ammassati e solo a turni e in piccoli gruppi, in stanze strette e scomode in via Re David 189.

Ad un anno di richieste rivolte alle istituzioni, da parte degli studenti e dei docenti, per cercare una nuova sede consona e decorosa, adatta alle necessità di tutti, la situazione non solo non è cambiata in meglio, ma è addirittura peggiorata. Si parla di una possibile chiusura della struttura, come spiegato dal Presidente dell’Accademia Giancarlo di Paola, causata da una mancanza di denaro notevole (5 milioni di arretrati) che servirebbero per pagare bollette e affitto, ma che il ministero dell’Istruzione si rifiuterebbe di versare, nonostante le richieste fatte dalla città di Bari. L’affitto, che ammonta a 320mila euro l’anno, è stato pagato  dalla Provincia di Bari fino al 2014, a seguito della riforma parlamentare, in cui le funzioni sono passate alla Città Metropolitana. Quest’ultima sta chiedendo, ad oggi, il pagamento di tutte le utenze dal 2003 ai giorni nostri, da quando cioè, è stato occupato lo stabile in via Re David.

Il motivo di questo cambiamento, che ha portato ad un peggioramento di tutta la situazione burocratica e organizzativa, è il fatto che l’Accademia sia stata nominata in passato con l’appellativo di ”facoltà” avendo quindi, il sostegno e l’appoggio del Ministero dell’Istruzione. Il problema però sorge nel momento in cui il decreto attuativo di questo passaggio non è mai avvenuto, di conseguenza i docenti della facoltà continuano ad essere pagati come insegnanti di scuola e non come docenti universitari. Questi problemi non tangono gli amministratori locali che continuano a richiedere il pagamento di arretrati che secondo loro sarebbero di competenza statale.

Oltre questo, come ribadisce il Presidente di Paola, in un momento di crisi come quello che si sta attraversando in Italia, risulta veramente complicato ricevere un aiuto economico dal ministero. Piuttosto, poiché in Puglia ci sono altre due sedi dell’Accademia, situate a Lecce e a Foggia, si teme che l’unica soluzione possa essere quella di trasferire la sede di Bari a Lecce o Foggia, perdendo così, una struttura di alta formazione e costringendo gli studenti baresi a spostarsi (con la paura di un’aumento di abbandono da parte di questi ultimi).

Giancarlo di Paola conclude sottolineando l’importanza di uno spazio adeguato per poter mostrare i lavori fatti dagli studenti e quindi per aiutare questi ultimi a presentarsi sul mercato del lavoro con proposte artistiche originali, che però ad oggi non possono essere esternate. Questo è un grosso danno per la città di Bari poiché perderebbe un investimento artistico notevole insieme ad una struttura storica di alta formazione.

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