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Terrorismo, ritirato passaporto a barese di origini albanesi. Condivideva contenuti dell’ISIS

Terrorismo: adottate misure di sorveglianza speciale per un cittadino italiano di origini albanesi residente nel barese ritenuto vicino all’ISIS

In puglia si torna a parlare di terrorismo. Un cittadino italiano di origine albanese, residente in provincia di Bari, è stato messo sotto sorveglianza speciale dalla Polizia di Stato a causa della sua vicinanza all’Isis. L’uomo, infatti, era solito condividere immagini e video che inneggiavano il sedicente Stato Islamico. In particolare, i suoi post mostravano esecuzioni di prigionieri, azioni terroristiche del Daesh ed esaltavano gli attentati terroristici di Parigi. Sul proprio smartphone, una foto in cui imbraccia un fucile mitragliatore.

Tra gli altri elementi che hanno fatto sì che la Digos della Questura di Bari prendesse delle misure speciali nei confronti del cittadino ci sarebbe la condivisione di un video nel quale si inneggia alla conquista dello Stato Italiano da parte dell’Isis così come la pubblicazione di un’intervista di un fondamentalista islamico inglese – Anjem Choudary – dalla quale emerge la volontà di conquistare Roma e l’Italia per affermarvi la Sharia.

L’uomo avrebbe anche utilizzato una particolare “versione” del noto videogioco Assassin’s Creed nella quale le voci originali sono state sostituite da altre inneggianti il Daesh e la Gran Bretagna viene accusata della distruzione del primo Califfato dell’Impero Ottomano.

Alla luce di questi elementi, il Presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Bari, Dott.ssa Francesca La Malfa, ha deciso di applicare un provvedimento d’urgenza, accogliendo la proposta della Procura della Repubblica di Bari. In particolar, si tratta di un obbligo di soggiorno nel comune di residenza e, allo stesso tempo, del ritiro del passaporto e di altri documenti validi per l’espatrio, ai sensi dell’art. 9 del Decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Inoltre, vista la pericolosità del cittadino, l’uomo sarà sotto sorveglianza speciale per due anni.

Il Tribunale ha anche predisposto il divieto di accesso ad internet e l’avvio di un necessario percorso di recupero sociale che porti il destinatario del provvedimento a comprendere i reali valori e insegnamenti della religione islamica che non vanno in alcun modo confusi con quelli del fondamentalismo e della propaganda islamista.

Un passo importante, quest’ultimo. In effetti, questo approccio di tipo preventivo-giudiziario, improntato al recupero sociale e alla de-radicalizzazione del soggetto rappresenta una assoluta novità nell’ambito della lotta al terrorismo internazionale. A tal fine, verrà anche messa disposizione un’idonea guida religiosa che verrà individuata tra qualificati referenti dell’associazionismo islamico istituzionalizzato della provincia di Bari.

Anche la comunità Islamica locale verrà coinvolta in questo processo di reinserimento sociale attraverso l’organizzazione di incontri durante i quali sarà possibile dibattere su tematiche religiose, consolidando allo stesso tempo il rapporto con l’associazionismo islamico con l’obiettivo di prevenire fenomeni quali l’estremismo islamico.


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