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Senza fissa dimora, accesso ai centri notturni di accoglienza

La giunta barese ha approvato un provvedimento che si fa carico dei senza dimora e che è frutto di un lavoro sinergico tra pubblico e privato

Venerdì 24 marzo, su proposta dell’assessora al Welfare Francesca Bottalico, la giunta ha approvato criteri e modalità di accesso ai centri notturni di accoglienza e ai servizi di accoglienza minima a bassa soglia per le persone senza dimora. Si tratta di un provvedimento frutto del lavoro del tavolo interistituzionale per le povertà estreme, composto dai gestori dei servizi pubblici e dalle realtà associative e del terzo settore che si occupano di tali tematiche.

Per centro notturno di accoglienza per i senza dimora, che dovrà assicurare l’apertura per 12 ore giornaliere per 7 giorni alla settimana, si intende un servizio socio-assistenziale a regime semiresidenziale che consenta l’erogazione delle prestazioni base relative al riposo e all’igiene personale, mentre i servizi di accoglienza minima a bassa soglia, che dovranno garantire l’apertura 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana, consistono in interventi di ospitalità notturna con possibilità di permanenza diurna essenzialmente rivolti a singoli individui e nuclei familiari attraverso la sperimentazione di modelli di convivenza autogestiti.

Il disciplinare, che sarà sottoposto al vaglio del Consiglio comunale, individua anche gli utenti di questa tipologia di servizi in coloro che versano in situazione di povertà estrema o di grave difficoltà socio-economica, per lo più senza dimora, e che non abbiano dipendenze patologiche, problematiche psichiatriche, infettive o patologie che richiedano delle cure sanitarie specifiche.

L’accesso potrà avvenire su istanza della persona interessata, su segnalazione dei servizi sociali competenti, del P.I.S. – Pronto Intervento Sociale, di enti/istituzioni pubbliche e delle realtà del terzo settore.

Il disciplinare approvato oggi mira a individuare le modalità di accoglienza e di presa in carico dei soggetti più vulnerabili –commenta Francesca Bottalico-. Nasce da un’esperienza innovativa grazie a un lavoro di riflessione, concertazione e condivisione con le realtà pubbliche e private impegnate sui temi della povertà estrema adulta, specialmente quelli legati all’emergenza abitativa e sociale. Sono soddisfatta perché si tratta di un ottimo lavoro collettivo realizzato in questi mesi dalla ripartizione con la Caritas, l’associazione InConTra, il P.I.S., il Caps, la Croce Rossa, l’associazione Help, i centri Andromeda e Sole Luna, a seguito della grande sinergia sperimentata durante il periodo dell’emergenza neve.

Il provvedimento rappresenta un ulteriore e importante passo in avanti nella costruzione di un percorso condiviso tra pubblico e privato, volontariato e privato sociale, per l’attivazione di una rete permanente di contrasto alla grave marginalità adulta, che spero possa portare alla definizione di una strategia complessiva più ampia di contrasto alle povertà”.

La durata dell’intervento nei confronti del singolo non potrà superare i 90 giorni, salvo proroga per ulteriori 90 giorni su richiesta motivata dei servizi sociali, eventualmente da confermare per altrettanti giorni. In caso di assenza ingiustificata per due notti consecutive, l’ospite perderà il diritto a conservare il proprio posto letto, che verrà assegnato ad altri.

Il disciplinare prevede anche le modalità di comportamento in situazioni di emergenza e calamità previste dal piano comunale vigente di Protezione civile e il regolamento di convivenza interna alle strutture.


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