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Santo Spirito, abusi sessuali su una 12enne. In manette due giovanissimi componenti della baby gang

I Carabinieri hanno eseguito la misura di custodia cautelare nei confronti di due 17enni, accusati di abusi su una ragazza di 12 anni. Con loro anche un 15enne e due 13enni non perseguibili

Brutta storia di abusi e violenza quella che hanno fatto venire alla luce i Carabinieri a Santo Spirito. I militari dell’Arma del comando locale, a seguito di una complessa attività investigativa, hanno eseguito due misure di custodia cautelare nei confronti di altrettanti giovani di 17 anni, accusati di aver ripetutamente perpetrato abusi sessuali su una ragazzina di 12 anni, insieme ad altri tre compagni, due di 13 e uno di 15 anni, che non hanno ancora raggiunto il limite d’età minimo per essere perseguiti dalla legge.

L’investigazione dei Carabinieri, coordinata dalla Procura della Repubblica per i Minorenni di Bari, è partita a seguito della denunca dei genitori della vittima, insospettiti da alcuni comportamente insoliti della bambina, dalla quale sono riusciti a ottenere una confessione prima di dirigersi al comando dei Carabinieri di Santo Spirito.

Le indagini dei Carabinieri sono partite proprio dalla testimonianza della ragazzina vittima degli abusi, la quale, dopo racconti vaghi e lacunosi, ha deciso di raccontare tutta la verità agli inquirenti: la baby gang la costringeva a subire violenze sessuali, sempre in luoghi insicuri e malsani, sotto la minaccia della diffusione in rete di un filmato girato da uno dei giovanissimi rei durante un rapporto sessuale.

Le ricostruzioni degli investigatori hanno accertato che il “branco” obbligava la giovanissima vittima a sottostare a tutte le perverse richieste, nonostante la ragazza avesse più volte mostrato il proprio disagio con pianti e richieste disperate d’aiuto.

Il tempestivo intervento dei militari ha permesso di risalire immediatamente all’identità dei componenti della banda, procedendo in un secondo momento con gli interrogatori protetti, la raccolta delle (seppur vaghe) testimonianze di chi aveva avuto sentore degli abusi che si consumavano ai danni della bambina, i sopralluoghi sui luoghi in cui si consumavano le violenze e, infine, con l’ispezione accurata del materiale audiovisivo rinvenuto sui dispositivi mobili degli aguzzini.


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About Riccardo Resta

Riccardo Resta
Laureato in scienze filosofiche presso l'Università degli Studi di Bari. Ho collaborato per quattro anni con il blog sportivo palogoal.it, per cui ho scritto più di mille articoli ed ho curato le rubriche sul calcio estero, sul tennis e sul Bari calcio. Capo redattore della testata bari.zon.it e collaboratore della testata di critica musicale distorsioni.net. Amo gli sport, la musica e tutto ciò che è brit.

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