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Pug, presentazione del report conclusivo

L’assessora Carla Tedesco ha spiegato l’intento del percorso partecipativo del PUG, in particolare quello di uscire dall’idea di un’urbanistica astratta, ma legata alla vita quotidiana delle persone

Ieri pomeriggio, alle ore 17, negli spazi dell’Urban Center, l’assessora all’Urbanistica Carla Tedesco ha partecipato all’incontro di presentazione del report conclusivo del percorso partecipativo del PUG, curato da Laura Basco, Anna Grazia Moschetti e Germana Pignatelli. All’incontro sono intervenuti i presidenti dei Municipi, il coordinatore del PUG Bari Stefano Stanghellini e la delegata all’Urban Center Letizia Carrera.
Diverse sono state le modalità per prendere parte a questo percorso, ognuna pensata per permettere ai cittadini di contribuire secondo i propri interessi, la propria disponibilità, le proprie attitudini e conoscenze del territorio.

A partire dal maggio 2016 sono stati attivati 30 sportelli di ascolto del territorio, nei diversi quartieri della città, che hanno supportato il percorso partecipativo principalmente attraverso la distribuzione di una scheda di rilevazione e l’accompagnamento alla compilazione; sono state organizzate 9 passeggiate di esplorazione urbana aperte a tutti cittadini e 5 incontri pubblici in forma di laboratorio nei 5 municipi della città che hanno consentito il confronto tra cittadini, tecnici progettisti del PUG e presidenti dei Municipi.

Abbiamo voluto ascoltare i cittadini, aprendo un canale diretto di confronto nei loro luoghi di vita – sottolinea Carla Tedesco -. Il report esprime, dunque, il punto di vista della vita quotidiana nei diversi quartieri di Bari. Un punto di vista che ci serve ad uscire dall’idea di urbanistica astratta, disegnata sulla carta, che non ha relazione con la vita concreta delle persone nella città. La collaborazione con l’assessorato al welfare, e con la rete dei presidi di welfare sul territorio come punti di ascolto, ha consentito di informare e restituire il punto di vista di fasce deboli della popolazione normalmente non incluse nei processi decisionali. Dall’ascolto emerge un’idea chiara di città in cui l’abitare sia connesso a servizi e spazi pubblici, i diversi quartieri siano ben collegati tra loro e con il centro della città e sia favorita la relazione con i valori ambientali e culturali del paesaggio rurale e costiero.

I baresi chiedono un forte investimento nella manutenzione urbana (delle strade, degli spazi pubblici, del verde), ma anche nella pulizia. Queste richieste, che coinvolgono trasversalmente tutti i quartieri, sono solo apparentemente lontane dalla produzione di un nuovo piano urbanistico; forniscono in realtà indicazioni precise ai progettisti nella direzione di una città più compatta, integrata e connessa, che non si estenda in ogni direzione. I costi della manutenzione e gestione di una città che si espande nella campagna non sono, infatti, costi sostenibili in un’epoca di finanze locali scarse.

La cura e la valorizzazione del paesaggio è un altro punto cardine delle istanze che arrivano dai quartieri di Bari. È emersa forte la domanda di bellezza, intesa non solo e non tanto in relazione alla dimensione estetica ma in relazione al forte bisogno di spazi pubblici curati e di cui prendersi cura. Elementi del paesaggio e spazi del welfare diventano così tratti identitari nelle aree periferiche.

Riuso degli immobili dismessi, ricucitura delle trame urbane discontinue, azioni integrate di rigenerazione urbana sono possibili risposte alle domande dei cittadini, nell’ambito di un quadro strategico generale. Le infrastrutture sociali costruiscono la città e non è possibile rinviare il soddisfacimento delle esigenze di qualità dell’abitare all’attuazione futura del piano.

Per questo è importante lavorare per anticipazioni, a diverse scale, come stiamo già facendo. La scala del grande progetto urbano, come quello per la costa sud per il quale lanceremo un concorso internazionale o per l’area Fiera e l’area Stanic. La scala della rigenerazione a dimensione di quartiere, come il programma che stiamo predisponendo in risposta al bando regionale per l’asse XII del PO FESR, nel IV Municipio. E, ancora, le operazioni puntuali e alla piccola scala di rigenerazione urbana, come quelle che sono attive e che stiamo attivando in diversi spazi della città, nell’ottica della collaborazione tra amministrazione e reti di cittadinanza attiva.

Proprio per supportare le operazioni puntuali di rigenerazione urbana, partendo dagli esiti del percorso partecipativo, stiamo lavorando ad un bando per il recupero di piccoli spazi urbani in tutti i Municipi, con l’obiettivo di mettere a sistema pratiche innovative di sviluppo locale.

Il percorso non si chiude qui: la partecipazione deve accompagnare tutte le fasi di redazione e attuazione di piani, programmi e progetti. Intorno a ciascuna delle operazioni attiveremo o riattiveremo i diversi attori territoriali. Quello che consegniamo ai progettisti è un’idea di città che nasce dall’esperienza e dalla conoscenza diretta, affidando loro il compito di recepire e interpretare al meglio queste istanze per integrarle nella bozza definitiva del PUG che sarà portata all’attenzione del consiglio comunale”.


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