Polo delle arti contemporanee, Decaro: “abbiamo obbligo di trasformare visioni in realtà”

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Stamattina il sopralluogo del sindaco e dell’assessore Maselli presso l’ex mercato del pesce e il teatro Margherita, dove sorgerà il Polo barese delle arti contemporanee

Questa mattina il sindaco Antonio Decaro e l’assessore alle Culture e Turismo Silvio Maselli, accompagnati dal segretario regionale del MiBACT per la Puglia Eugenia Vantaggiato, dal soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bari Luigi La Rocca e dal responsabile unico del procedimento arch. Francesco Longobardi, hanno visitato i cantieri del nascente Polo delle arti contemporanee.

Le visite all’interno dei due edifici che ospiteranno il Polo delle arti contemporanee sono state introdotte dalle rispettive responsabili dei lavori nel teatro Margherita, arch. Emilia Pellegrino, e nell’ex Mercato del pesce, arch. Anita Guarnieri.

Abbiamo una visione chiara per la nostra città ma non siamo visionari – ha commentato Antonio Decaro. Chi amministra ha il dovere di trasformare le visioni in realtà. I lavori avanzano speditamente nel teatro Margherita e, per la prima volta, entriamo nell’ex Mercato del pesce dove è partito qualche settimana fa il cantiere che trasformerà anche il terzo e ultimo contenitore del nascente Polo delle arti contemporanee che sarà pronto per il 2019. Oggi abbiamo avuto l’occasione di vedere alcune immagini di come saranno questi spazi una volta terminati i lavori. Questa è una parte importante della nostra visione per lo sviluppo della città e il nostro dovere di amministratori è trasformare la visione in realtà, proprio come sta accedendo in questi due spazi meravigliosi di Bari. La città attende da tanti anni di potersi riappropriare di due immobili così importanti che si apriranno all’arte, alla cultura ma soprattutto ai tanti cittadini e visitatori che potranno viverli”.

Il lavoro nel teatro si è articolato in più fasi – ha spiegato Emilia Pellegrino. All’interno del foyer si è praticamente concluso l’intervento di restauro delle superfici dell’invaso centrale. Il restauro delle decorazioni della cupola, come si ricorderà, era già stato svolto nei lotti precedenti. Si è scelto di procedere ad un restauro non del tutto completo per aderire alla richiesta che l’amministrazione, in considerazione della destinazione d’uso di questo complesso a polo delle arti contemporanee, ha ritenuto più confacente. Nelle altre zone stanno proseguendo le lavorazioni murarie ed è stata quasi completata la predisposizione degli spazi secondo il progetto esecutivo. Questa struttura è destinata ad ospitare iniziative di vario genere, non solo teatrali ma anche performative, espositive e musicali in chiave contemporanea e con spazi poliedrici, da utilizzare per eventi di ogni tipo. Tra gli elementi principali dell’intervento c’è la particolarità della torre scenica e del palco che potranno essere utilizzati anche come spazi a sé. In questa prospettiva sarà valorizzato l’ingresso laterale che diventa a tutti gli effetti un ingresso principale, così da creare un asse diretto con l’ex Mercato del pesce e consentire l’accesso diretto nella torre scenica. Anche quest’ultima viene valorizzata perché ai due ordini di livello delle gallerie è previsto un ampliamento dei ballatoi che in precedenza avevano una funzione strettamente di servizio e che al termine del restauro, raddoppiati, consentiranno a spettatori e visitatori di godere appieno delle esposizioni e degli spettacoli in programma. Un ultimo elemento chiave degli interventi in corso risiede nel fatto che l’ex palcoscenico e la platea saranno resi uniformi sia nelle quote sia nella pavimentazione, così da poter essere utilizzati in maniera completamente polivalente”.

La nostra idea è sempre stata quella che il teatro Margherita debba rimanere il più possibile così come appare dopo gli interventi di consolidamento degli anni ‘90 – ha dichiarato Silvio Masellicosì da essere testimone coerente del suo rapporto con il tempo. Se ci pensate, è come se il Margherita si fosse ossidato nella sua esposizione all’aria e al mare, e ci piace l’idea che rimanga visibile questo suo essere grezzo, una qualità che entusiasma gli artisti e i curatori di mostre, come abbiamo avuto modo di constatare in questi anni. Siamo contrari all’idea che l’arte debba vivere nelle cosiddette white box, spazi lisci e chiari ma come avulsi dal contesto in cui sorgono. Al contrario vogliamo che il Margherita dialoghi costantemente con i pubblici che lo frequenteranno, anche contemporaneamente. In questo complesso si potrà ascoltare musica, assistere a una mostra, vivere le suggestioni di un’installazione di videoarte o anche semplicemente mangiare o entrare in una sorta di piazza all’aperto, per come abbiamo immaginato il foyer, in maniera analoga alle terrazza del Mercato del pesce. Il nostro obiettivo è dare a Bari quello che le è sempre mancato: un grande spazio contemporaneo delle arti che tra cento anni sarà ancora qui e continuerà ad essere contemporaneo nel suo dialogare con la città e con i suoi pubblici”.

Il cantiere dell’ex mercato del pesce – ha sottolineato Anita Guarnieriè stato parzialmente consegnato il 10 febbraio per cui con l’impresa abbiamo iniziato le lavorazioni al piano terra nei locali liberi. Fin qui si è proceduto alla demolizione della pavimentazione esistente, delle vecchie tubazioni, dei rivestimenti verticali e di tutto quanto è previsto nell’appalto alla voce rimozioni. In queste ore si sta completando l’organizzazione complessiva del cantiere ed è stato realizzato il basamento della gru che sarà impegnata nelle lavorazioni previste. Il progetto che stiamo realizzando è un progetto che cerca di rispettare al massimo questo edificio, che rappresenta un luogo cardine della città di Bari e del suo sviluppo. Quando la città di Bari ha iniziato ad espandersi extramoenia, l’ingegner Gimma aveva pensato a questa zona come uno snodo importante per il commercio, un’area che si candidava a diventare cerniera tra città vecchia e città nuova e nel 1917 progettò il mercato della carne, gemello di quello che sarebbe stato il mercato del pesce, poi progettato nel 1937. La vocazione di questo edificio, quindi, è una vocazione commerciale che abbiamo voluto mantenere e rimarcare, d’accordo con il Comune, con cui abbiamo lavorato in maniera sinergica: per questo abbiamo deciso di mantenere la funzione mercatale al piano terra e di sviluppare le altre attività ai livelli superiori. Al piano terra sorgerà quindi un mercato, una sorta di piazza coperta con prodotti a chilometro zero che manterrà una connessione molto stretta con la piazza, per cui abbiamo distribuito gli spazi interni del mercato affinché abbiano degli affacci dei negozi diretti sulla piazza. L’asse centrale dell’edificio, che mette in relazione il Mercato del Pesce con il Teatro Margherita e la Sala Murat, rimarrà sempre aperto, anche nelle ore notturne, protetto dalle cancellate. Utilizzando i due corpi scala da realizzare, si accederà ai piani superiori: nel mezzanino sorgeranno gli uffici del Polo – che gestiranno le attività dei tre edifici – e una caffetteria con affaccio diretto nel mercato. Nel piano superiore è prevista la galleria, spazio a tutta altezza che diventa il cuore di questo spazio espositivo che prenderà luce dai lucernai, con ambienti laterali – che si affacciano sul perimetro dell’edificio – pensati come atelier d’artista ma che potranno comunque essere utilizzati in chiave estremamente flessibile. L’altro punto forte di questo edificio è rappresentato dalla terrazza, da cui si gode una vista straordinaria, anche perché questo è l’unico edificio in asse con corso Cavour, che consente una visuale inedita e sorprendente della città. Abbiamo pensato di enfatizzare questo terrazzo – ripensando ai terrazzi pubblici che si affacciavano sulle mura della città – e di riqualificarlo per renderlo un’ulteriore piazza pubblica ad una quota più alta rispetto a piazza del Ferrarese”.