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Nuova legge regionale sulla clown terapia, le associazioni attaccano: “non mercificate il volontariato!”

Le associazioni di volontariato VIP di Bari e Lecce si scagliano contro la legge regionale sulla Clown Terapia: “un inutile spreco di soldi pubblici

E’ bufera sulla nuova legge regionale che disciplina la clown terapia negli ospedali, la cui approvazione sarà discussa a partire da oggi in Consiglio Regionale. A puntare il dito su una misura legislativa che lascia non pochi dubbi attorno a sé sono le associazioni di volontariato che finora si sono occupate, con grande professionalità ma sempre conservando la natura gratuita e solidale della loro “prestazione”, di gestire il servizio.

In particolare, sono le associazioni VIP – Viviamo in Positivo di Bari e Lecce a sollevare le maggiori perplessità e a puntare il dito contro una legge iniqua e che rischia di mettere in vendita un servizio che le stesse OdV (Organizzazioni di Volontariato) tengono che rimanga gratuito affinché venga svolto con le migliori intenzioni possibili.

I VIP di Bari e Lecce (che contano tra le loro fila 180 clown volontari e che dal 2005 prestano servizio in forma del tutto gratuita previa sottoscrizione di apposite convenzioni con numerosi istituti oncologici e strutture extra-ospedaliere) avevano contestato già lo scorso 8 marzo, in occasione dell’ultima audizione tenuta dal legale della Onlus Stefania Morgignola scelta della Regione Puglia di intervenire a gamba tesa per disciplinare l’attività di clown terapia, istituendo apposite qualifiche professionali certificate dalla Regione stessa.

La premura più grande delle associazioni VIP, dunque, resta che venga mantenuta la natura gratuita del servizio ospedaliero e socio sanitario, onde evitare “di far nascere clown mossi dal dio denaro piuttosto che dalla sensibilità sociale“, come si legge nella nota diramata dalla stessa OdV.

Una necessità, però, che non è solo di ordine morale, ma è anche fondamentale affinché non si gettino dalla finestra danari pubblici che potrebbero esser destinati ad altri settori. Le organizzazioni di volontariato, infatti, hanno notato che “la scelta di attribuire i corsi di formazione dei clown di corsia agli enti di formazione della Regione Puglia, piuttosto che alle associazioni di volontariato, determinerebbe inutili esborsi pubblici“.

La soluzione, quindi, sta nell’incontrarsi a metà strada ed elaborare una proposta di legge regionale che tenga in debito conto non solo dell’esperienza maturata dai volontari in 12 anni di attività, ma anche della loro comprovata professionalità nel portare un sorriso ai bambini che popolano le corsie ospedaliere.

Durante la scrittura della legge regionale che sta per entrare in Consiglio, infatti, non sono stati ascoltati i pareri delle OdV che operano nel settore, come esse stesse tengono a sottolineare: “si confida – c’è scritto poco oltre – che la Regione Puglia approvi una legge sulla clown terapia che tenga conto di quanto evidenziato dalle Associazioni “VIP” ovvero una legge che individui un programma formativo predisposto dalla Regione, in sinergia con le organizzazioni di volontariato; mantenga la gestione dei corsi di formazione alle associazioni di volontariato, che tuttavia debbono attenersi al programma formativo regionale e respinga ogni forma di retribuzione. In definitiva si può promuovere e disciplinare l’attività di clown terapia senza istituire qualifiche professionali, evitando di impegnare risorse pubbliche (per la formazione e per i progetti) e mantenendo ferma la gratuità del servizio”.


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About Riccardo Resta

Riccardo Resta
Laureato in scienze filosofiche presso l'Università degli Studi di Bari. Ho collaborato per quattro anni con il blog sportivo palogoal.it, per cui ho scritto più di mille articoli ed ho curato le rubriche sul calcio estero, sul tennis e sul Bari calcio. Capo redattore della testata bari.zon.it e collaboratore della testata di critica musicale distorsioni.net. Amo gli sport, la musica e tutto ciò che è brit.

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