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Mercato (finalmente) chiuso. Ora lasciamo parlare il campo

Il mercato si chiude senza il grande colpo tanto atteso. A Stellone va una squadra molto esperta, cui manca un po’ di gioventù. Adesso serve pazienza

Stop alle trattative. Dopo due mesi intensi, quasi asfissianti, il mercato ha chiuso ieri sera alle 23:00 i battenti, e molti (compreso lo scrivente) stanno già tirando un bel sospiro di sollievo. Finalmente al centro delle cronache e delle attenzioni può tornare il campo, il vero protagonista del calcio.

È arrivata anche per il Bari l’ora di staccare la spina dalle trattative e rimettere i tacchetti per affrontare una stagione iniziata non con gli auspici migliori. Il mercato ha consegnato nelle mani di Stellone una squadra sulla carta molto competitiva, sebbene sia alla fine mancato il grande colpo in attacco più volte promesso da presidente e direttore sportivo, oltre ad un terzino sinistro. Il dato che immediatamente balza all’occhio è l’età media piuttosto spostata in avanti della squadra, sicuramente molto esperta (dato da non sottovalutare in un campionato psicologicamente estenuante come la B), ma a cui forse manca un po’ della freschezza degli esordienti.

Dal mercato è arrivata gente come Moras, Cassani, Basha e da ultimo Brienza: tutti giocatori un po’ avanti con gli anni, ma che negli ultimi anni sono stati comunque capaci di far la differenza anche in Serie A. Anche calciatori anagraficamente ancora molto giovani come Ichazo (da capire ora quali saranno le gerarchie in porta), Furlan, Fedato, Daprelà, Fedele (da valutare le sue condizioni dopo un anno ai box) e Martinho hanno già alle spalle doversi campionati di B (e anche di A). Se, da una parte, avere tanti calciatori che conoscono la categoria si tratta di un sicuro vantaggio, dall’altra privarsi dell’entusiasmo di qualche giovane, magari cresciuto in casa, può essere pagato andando avanti col campionato.

Dispiace, in questo senso, aver visto partire un elemento come Di Noia, prodotto dell’academy biancorossa (capace di coprire anche il ruolo di terzino sinistro, scoperto a parte il solo Daprelà) lasciato andare verso Terni senza aspettare di vederlo all’opera nella stagione della (potenziale) esplosione. Di fatto, gli unici Under 21 sono Ivan e Monachello (Capradossi probabilmente sarà solo una scelta di emergenza in difesa), giocatori validissimi ma di proprietà di altre società. Rimangono Scalera e Castrovilli che magari potranno ritagliarsi uno spazio importante per crescere e valorozzarsi.

Resta, comunque, un mercato di alto profilo, soprattutto considerato il rapporto tra la qualità dei giocatori innestati e l’esborso minimo che il Bari ha dovuto affrontare. Un voto che sale alla luce del fatto che poco più di due mesi fa il Bari era una società che navigava a vista, con una guerra intestina che rischiava di spingere nel baratro club, squadra e tifosi. Sogliano è stato bravissimo a colmare il ritardo con le altre squadre e a fare, con il poco che aveva a disposizione, una squadra competitiva (almeno sulla carta), al netto della partenza di Defendi e del mancato ritorno di Rosina.

Adesso la palla passa a Stellone. Il mercato lascia il posto al campo, e il tecnico ora avrà il compito di mettere in piedi una squadra da tanti giocatori, buoni ma quasi tutti nuovi. A Stellone tocca riuscire lì dove hanno fallito i suoi predecessori: dare al Bari un’identità di gioco e arrivare al risultato con le idee e un programma preciso. Il primo obiettivo è rigenerare Maniero (che alla fine è rimasto), rimetterlo in forma e riconsegnare ai tifosi un bomber con cui il rapporto dopo la prima giornata non è di certo dei migliori.

Ma occhio ad avere fretta e a dare giudizi: il compito che attende Stellone è tutt’altro che semplice e porterà via tempo. Guai a sputare sentenze già da sabato, qualsiasi sia il risultato della partita col Perugia. Una prima idea di come sarà il vero Bari la avremo tra non prima di un mesetto.

Se questa formula della Serie B ha un vantaggio è proprio il poter lasciare alle squadre il tempo di trovare se stesse senza accumulare ritardi incolmabili. E poi, come abbiamo imparato negli ultimi anni, le pressioni non portano mai frutti. Da adesso vale: facciamo un bel respiro, tappiamoci il naso e andiamo dritti fino a giugno, quando finalmente potremo emette i giudizi che tanto amiamo. Per ora godiamoci il campionato, e che sia un bello spettacolo!


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About Riccardo Resta

Riccardo Resta
Laureato in scienze filosofiche presso l'Università degli Studi di Bari. Ho collaborato per quattro anni con il blog sportivo palogoal.it, per cui ho scritto più di mille articoli ed ho curato le rubriche sul calcio estero, sul tennis e sul Bari calcio. Capo redattore della testata bari.zon.it e collaboratore della testata di critica musicale distorsioni.net. Amo gli sport, la musica e tutto ciò che è brit.

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