Il Bari si sveglia tardi. A Latina un’altra sconfitta amara

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Corvia su rigore e Scaglia su punizione: il Bari perde 2-1 al Francioni (inutile De Luca) dopo un altro primo tempo da incubo

Per ogni passo avanti, tre indietro. Il problema del Bari non è (solo) la continuità di rendimento e di risultati, ma una tremenda inclinazione a gettare dalla finestra intere partite senza nemmeno giocarle.

E’ successo questo anche a Latina, dove alla squadra di casa (ordinata ma non trascendentale) è bastato sfruttare due errori da scuola calcio nel primo tempo per battere un Bari troppo arrendevole per essere vero. Il 2-1 finale lo decidono le reti di Crovia su rigore e Scaglia su punizione; Stellone si consola con il ritorno al goal di De Luca dopo otto mesi di digiuno, purtroppo per le velleità del Bari valido solo per i tabellini.

Con questa sconfitta il Bari scivola all’undicesimo posto in classifica, ma soprattutto sprofonda ancora una volta nell’incompiutezza di chi non riesce a venir fuori dalla spirale dei propri errori e dei propri limiti, psicologici ancorché tecnici. L’ennesimo primo tempo letteralmente regalato all’avversario dimostra ancora una volta che a questa squadra mancano personalità, concentrazione e fame. Sperando che di questa situazione grottesca non ne faccia le spese solo Stellone, probabilmente il meno colpevole di questo ennessimo campionato sulle montagne russe.

Le Scelte

Stellone conferma nove undicesimi della squadra che aveva battuto la Pro: le novità sono il rientro di Fedele al fianco di Valiani in mediana e l’inserimento di Daprelà al posto dello squalificato Sabelli, con Cassani riportato a destra. Conferma per Maniero (recuperato dopo gli acciacchi infrasettimanali) e Brienza in avanti e, soprattutto, nuova fiducia a Doumbia sulla corsia di sinistra dal 1’.

Vivarini risponde con un equilibrato 3-5-2, in cui Acosty e Corvia reggono il peso dell’attacco, supportati dal fosforo di Scaglia in mediana e dalla coppia Nica-Di Matteo a tutta fascia. Bruscagin confermato nei tre di difesa.

Disastro Doumbia

Il tecnico del Bari, però, paga immediatamente la fiducia concessa al giovane Doumbia, che per eccesso di zelo dopo appena 11’ travolge in area il vivacissimo Nica, concedendo un rigore evitabile. Un peccato di gioventù e inesperienza, che però manda Corvia dal dischetto a battere Micai con freddezza.

Il colpo a freddo manda in paranoia un Bari che colleziona solo cartellini in una partita che in un niente diventa nervosa e spezzettata. Maniero si nota solo per un pressing sfortunato sul portiere pontino Pinsoglio e per un giallo di pura frustrazione. Situazione che precipita per il Bari al 42’: ancora il confuso Doumbia atterra Scaglia ai 25 metri, beccandosi il giallo. Sul punto di battuta si presenta lo stesso Scaglia, che disegna una traiettoria deliziosa per battere l’incolpevole Micai.

De Luca illude: riscossa vana

Stellone decide di lasciare il giovane Doumbia negli spogliatoi all’intervallo, a meditare sulle sue ingenuità: dentro va il neo papà Martinho. Proprio il nuovo entrato prova a dare la scossa al 7’, quando in mischia prova a convertire il cross di Furlan, ma prima trova la respinta di Pinsoglio, poi il palo a dire di no al suo colpo di tacco. Il Latina pareggia immediatamente il colpo dei legni al 13’, quando Garcia Tena brucia Moras e Di Cesare, accarezza di testa il cross su punizione ancora di Scaglia, trovando solo l’opposizione del palo.

Stellone prova il tutto per tutto gettando nella mischia De Luca al posto dell’invisibile Daprelà, e la scelta è immediatamente premiata: proprio la Zanzara sbuca alle spalle dell’impreciso Pinsoglio su azione d’angolo e fa 2-1. La Zanzara scatenata ci riprova al 23’, ma trova una parata di Pisoglio (bravo anche su Furlan) a metà tra il fortunato e il miracoloso a dirgli di no.

Vivarini corre ai ripari per contenere un Bari mosso dalla forza della disperazione: dentro D’Urso al posto di Acosty e Gilberto per Nica. Nel finale il Bari ci prova con i nervi, sostenuto dai 500 indomabili al seguito della squadra, ma il Latina in qualche modo regge all’assalto. Il Bari colleziona solo altri due cartellini (Fedele e Valiani) e rischia il KO, sventato solo dal miracolo di Micai su Corvia dal limite dell’area piccola.

L’ultima carta che si gioca Stellone è Castrovilli al posto di Cassani, sbilanciando ancor di più una squadra senza schemi. Ma nel finale non succede più nulla. Il Bari torna a casa con tanti rimpianti per aver buttato via un’altra partita senza praticamente giocarne metà. Dove si va così?