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Bari, una resa incondizionata

Il pareggio interno contro il Pisa ultimo allontana il Bari dai play off e dall’affetto dei suoi tifosi. Squadra senza gioco e senza anima: gli alibi ormai non reggono più

E’ arrivato il mesto momento in casa Bari di sventolare la bandiera bianca in segno di resa. Il pareggio al San Nicola per 0-0 di ieri contro il Pisa ultimo in classifica sancisce la fine delle già poche speranze play off di un Bari che ormai da un mese sembra aver mollato gli ormeggi, in balia degli eventi.

E, beninteso, non perché la classifica abbia già tagliato le gambe al Bari e alle sue ambizioni; infondo, con tre partite ancora in calendario, i tre punti che separano i biancorossi da Spezia e Carpi ottavi non sembrano un divario incolmabile, alla luce del fatto che se il Bari arranca, chi lo precede di certo non sta viaggiando con le marce alte innestate. Il problema, però, è un altro: questa squadra, dopo il tracollo di Trapani, si è spenta, ha perso la voglia di giocare, di lottare, di crederci.

Colantuono ha, a più riprese, spiegato il problema con gli infortuni che hanno falcidiato la squadra, soprattutto in avanti. Certo, in Serie B esser privi di Brienza, Floro Flores, Parigini, Morleo e compagnia cantante fa la differenza, ma ci sembra comunque troppo poco per spiegare la patogenesi di una squadra senza cura.

Prima ancora di scendere nei dettagli, i freddi numeri raccontano una verità diversa da quella spiegata dal tecnico nel post gara: il Bari ha fatto il primo tiro in porta all’86’ con un colpo di testa centrale di Macek ispirato da Galano, ovvero l’unico elemento attualmente a disposizione in grado con le sue fiammate di accendere una lucina nel buio più totale. Troppo poco per credere alla favoletta degli infortuni: una squadra decimata non è per forza una squadra che non lotta. E il Bari non lotta più da un mese e mezzo a questa parte; si fa vivere dalle partite piuttosto che interpretarle da protagonista, come ha sottolineato il tecnico pisano Gattuso a fine gara, usando il suo solito linguaggio diretto e colorito.

Il mister da tanto tempo dice che la squadra combatte, si impegna, crea occasioni (!?!), ma sono passate 5 partite dall’ultimo goal, e il Bari ne ha totalizzati solo 3 nelle ultime 11. Un bottino magrissimo che fa crollare il castello di carta dietro cui crede di trincerarsi Colantuono. Il Pisa ieri è venuto a Bari giusto per ingentilire con un risultato dignitoso la già scontata retrocessione, e non fosse stato per l’imprecisione (o la pietà) dell’ex Cani forse avrebbe strappato qualcosa in più di un semplice punticino d’orgoglio.

E questo perché il Bari praticamente non ha giocato: a centrocampo Greco, Basha e Macek fanno una fatica abnorme a far girare la palla, in avanti Maniero è il fantasma di se stesso (è diventato il simbolo di un ritardo di condizione generale in tutta la squadra su cui è d’obbligo interrogarsi) e Furlan ogni volta che tocca la palla è ai limiti dell’irritante.

Senza voler più di tanto infierire su un corpo senza vita ormai, ci sembra il minimo pretendere da tecnico e diesse un po’ di chiarezza, e non il solito fumo negli occhi tradotto in insopportabili “noi ci crediamo”, “lottiamo fino alla fine” ecc… Vorremmo semplicemente metterci l’anima in pace, abbandonare le inutili speranze play off (sempre che i vari incastri di classifica faccian sì che si disputino) e almeno toglierci la curiosità e sapere cosa è veramente successo in uno spogliatoio senza leader, senza grinta, senza carisma. Alle stagioni anonime ci siamo abituati, ma almeno vorremmo sapere perché.


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About Riccardo Resta

Riccardo Resta
Laureato in scienze filosofiche presso l'Università degli Studi di Bari. Ho collaborato per quattro anni con il blog sportivo palogoal.it, per cui ho scritto più di mille articoli ed ho curato le rubriche sul calcio estero, sul tennis e sul Bari calcio. Capo redattore della testata bari.zon.it e collaboratore della testata di critica musicale distorsioni.net. Amo gli sport, la musica e tutto ciò che è brit.

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