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Bari, quanti rimpianti! 0-0 col Novara e aggancio al 4° posto fallito

Il Bari si ferma ai pali colpiti da Brienza e Fedele e reclama per un presunto rigore non dato a Floro Flores. Una grossa occasione sprecata, ma resta la buona prestazione

Rimpianto, delusione, rabbia. Tre parole per sintetizzare questo 0-0 tra Bari e Novara al San Nicola che lascia una sgradevolissima sensazione di amaro in bocca a squadra, tecnico e tifosi.

Sì, perché il Bari ha fallito una grossa occasione per portarsi al quarto posto in classifica, non approfittando della sconfitta del Benevento e del pari del Verona. Ai ragazzi di Colantuono, però, non si può rimproverare nulla, perché hanno schiacciato per 90′ e più il Novara di Boscaglia, venuto al San Nicola a difendersi con ordine e umiltà ma nulla più. Nel primo tempo il Bari è andato più volte vicino alla rete, cogliendo due pali, con Brienza e Fedele, e sprecando almeno un paio di clamorose occasioni con Floro Flores, su cui manca anche un rigore che ai più, ma non all’arbitro, pareva solare.

Di mezzo tra il Bari e questa vittoria che sarebbe stata fondamentale si è messa la mala sorte, un po’ di imprecisione sotto porta e magari un pizzico di coraggio che è mancato al mister per portare a casa la posta piena in palio.

Adesso, però, il mantra è dimenticare un risultato che non può in nessun modo soddisfare e ripartire dall’ottima prestazione che risponde alle critiche pesanti e giustificate piovute su squadra e allenatore all’indomani dell’inopinata sconfitta di Trapani. Se – condizione necessaria ma purtroppo non sufficiente – il Bari giocherà tutte le restanti partite così, raggiungere i playoff sarà un po’ più agevole e probabilmente si potrà ambire anche ad una posizione privilegiata all’interno della classifica per gli spareggi promozione.

Out Basha, c’è Romizi

Colantuono deve fare i conti con qualche indisponibilità pesante e ridisegna il suo Bari con il camaleontico 4-3-3, in cui la posizione di Brienza oscilla tra la fascia sinistra e la trequarti, in supporto a Floro Flores e Galano. A centrocampo, al netto dell’assenza di Basha per gli impegni della nazionale albanese, il mister affida la cabina di regia ad un metodista puro come Romizi, affiancandogli Salzano e Fedele come interni. In difesa spazio al quartetto titolare: davanti a Micai agiscono Tonucci e Capradossi, con Sabelli e Daprelà larghi sulle corsie.

Boscaglia risponde con il suo consueto 3-4-3, schierando davanti la cavalleria pesante: al centro dell’attacco giostra Macheda, coadiuvato dall’ex Sansone e da Orlandi. In mezzo al campo il pallino delle operazioni passa dal regista Cinelli, protetto dalla corsa di Casarini, Chiosa e Kupisz.

Bari al palo

Fin dalle prime battute si capisce che sarà il Bari a menar le danze mentre il Novara sta rintanato cercando di non prenderle e magari sperando di ripartire in contropiede con le sue punte veloci. Così non è, perché il sette polmoni Romizi in mediana fa un grandissimo filtro oscurando del tutto il genio calcistico di Cinelli, mentre le coppie Fedele-Sabelli e Salzano-Daprelà mettono la museruola agli esterni piemontesi, lasciando Macheda da solo in mezzo ai colossi centrali del Bari.

Già al 3′ i biancorossi avrebbero l’occasione per passare in vantaggio, ma Floro Flores vanifica l’ottimo lavoro di Brienza sulla linea di fondo sparando debolmente in bocca a Da Costa un pallone calciato all’altezza del dischetto. E’ solo la prima di una serie di occasioni ghiotte fermate dalla sfortuna e dall’imprecisione: nello spazio di un minuto (tra 15′ e 16′) il Bari coglie due pali, prima con il diagonale mancino di Brienza, poi con il gran tiro di Fedele da fuori su azione d’angolo.

La congiuntura astrale negativa conosce il suo apice alla mezz’ora, quando Mantovani stende in area Floro Flores: sembra rigore ma il signor Pasqua fa cenno di procedere. Il Novara resta a guardare il Bari spadroneggiare in lungo e in largo per tutto il resto della prima frazione, che si chiude di fatto al 41′ con un’altra occasione fallita da Brienza, che arriva scoordinato sul suggerimento di Floro Flores, con Da Costa lontano dai pali.

Non bastano 4 punte

In avvio di ripresa Boscaglia prova a correre ai ripari, mandando immediatamente in campo Dickmann per Chiosa, prima di sostituire anche l’impalpabile Macheda (dentro Galabinov) e lo spento Sansone con Adorjan. Cambiato l’ordine degli addendi, però, il risultato rimane sempre quello: Novara rintanato negli ultimi 30 metri e Bari alla disperata ricerca del grimaldello per scardinare la difesa chiusissima dei piemontesi. Al 54′ ci prova ancora Floro, ma la sua conclusione su assist di Galano è ben intercettata dall’attento portiere novarese.

Colantuono decide di giocarsi il tutto per tutto con il passaggio al 4-2-4 grazie all’inserimento di Maniero al posto dello stanco Salzano. Ma, sebbene di palloni alti in area ne arrivino a volontà, l’attaccante napoletano finisce per girare a vuoto, dimostrandosi sempre più il fantasma di se stesso.

Nel finale i ritmi inevitabilmente si abbassano e per il Bari diventa sempre più complesso trovare l’angolo cieco nella retroguardia avversaria. Colantuono decide solo all’88’ di gettare nella mischia Parigini (al posto di Brienza e non del poco ispirato Galano), ma in poco meno di 5′ (recupero compreso) l’ex Toro può fare poco o nulla. La partita si conclude con il primo tiro della partita del Novara, che ci prova alla disperata con Casarini  vicino a punire l’inoperoso Micai. Ma sarebbe stato decisamente troppo salato il conto presentato dalla sorte ad un Bari volenteroso ma poco lucido. Per fortuna, le occasioni per rifarsi non mancheranno.


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About Riccardo Resta

Riccardo Resta
Laureato in scienze filosofiche presso l'Università degli Studi di Bari. Ho collaborato per quattro anni con il blog sportivo palogoal.it, per cui ho scritto più di mille articoli ed ho curato le rubriche sul calcio estero, sul tennis e sul Bari calcio. Capo redattore della testata bari.zon.it e collaboratore della testata di critica musicale distorsioni.net. Amo gli sport, la musica e tutto ciò che è brit.

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