Bari-Latina 2-0: Galano e Fedele premiano i biancorossi brutti ma cinici

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Un Bari non bello ma concreto reagisce alla contestazione battendo 2-0 il Latina al San Nicola. Tre punti fondamentali ma la rincorsa è ancora lunga

Scossa doveva essere e scossa è stata. Al cospetto di un tifo silente all’inizio e volutamente tiepido per i restanti 90′, un Bari bruttino ma freddo quanto basta piega al San Nicola per 2-0 le resistenze di un Latina che probabilmente non merita di languire in fondo alla classifica.

La decidono Galano, con una zampata da vero opportunista, e Fedele, con una bomba da punizione a tempo scaduto. Il massimo risultato con il minimo sforzo ma, per come stavano le cose prima del fischio d’inizio, non c’è da fare troppi complimenti.

Senza dubbio si è trattato di un’involuzione dal punto di vista del gioco (senza Brienza, out fino a fine stagione, urge trovare un piano B), ma al contempo il Bari va premiato per la reazione d’orgoglio dopo il KO di Vercelli, l’ennesimo fuori casa. Trovatisi con le spalle al muro per la contestazione (civile ma severa) degli Ultras e di tutto lo stadio, gli uomini di Colantuono (oggi sostituito in panchina dal vice Beni per squalifica) hanno saputo stringere i denti, far di necessità virtù e, come richiesto dalla Nord, remare insieme verso il successo contro un avversario mediocre ma comunque non venuto al San Nicola a fare la parte della vittima sacrificale. Ora c’è lo scoglio più duro: due trasferte consecutive (La Spezia e Carpi) per provare che questo Bari ha davvero gli attributi di cui i suoi aficionados chiedono di far mostra.

La classifica anche dopo questa vittoria vede il Bari ancora inchiodato all’ottavo posto, a chiudere la zona playoff, e la rincorsa è ancora ben lungi dal dirsi conclusa.

Centrocampo muscolare

Colantuono (nella persona di Beni) affronta la prima partita senza il genio di Brienza confermando il 4-3-3, ma colorandolo con tonalità più accorte. In avanti c’è Parigini al posto dell’ex Bologna a completare il trio con Floro Flores e Galano, ma è a centrocampo che il Bari presenta la sua vera faccia nuova: al fianco del confermato Romizi agiscono Basha e Fedele, per una mediana più muscolare e d’interdizione che d’inventiva. In difesa torna il quartetto titolare: Sabelli (ripetutamente beccato dagli spalti dopo l’episodio spiacevole di Vercelli) e Daprelà sulle corsie, Tonucci e Capradossi nel mezzo davanti a Micai.

Vivarini risponde schierando il Latina con un laborioso 3-4-2-1, con l’ex Lecce Corvia unico riferimento centrale appoggiato da Bonaiuto e Bandinelli sulla trequarti, al netto della febbre con cui si è presentato a Bari Roberto Insigne. A centrocampo comandano il dinamismo di Rocca e Pinato, ai lati dei quali agiscono Bruscagin e Di Matteo a tutta fascia. A comandare il trio difensivo ci pensa l’esperto argentino Dellfiore.

Parigini sciupone

La partita è fin da subito bloccata, perché i due centrocampi fanno una fatica tremenda a far girare la palla. La mediana italo-svizzero-albanese del Bari garantisce sì tanta copertura e un’intensità continua, ma di verticalizzare il gioco verso le punte proprio non ne vuol sapere. Idem dicasi per la manovra pontina, arenata nei limiti strutturali di un centrocampo con soli due interpreti centrali, per altro non in particolare confidenza col pallone.

E’ comunque il Latina a fare la partita nel primo tempo, andando più volte vicino al goal con i tre folletti avanzati, cui difetta però la mira. Il Bari, impantanatosi nel vivo del gioco, si affida ai tiri da fuori e alle giocate individuali. Proprio da una di queste, al 45′ scaturisce l’occasione migliore di tutta la prima metà di gioco: Floro semina Coppolaro sulla destra e mette al centro un pallone che Parigini spara incredibilmente fuoi da zero metri, a Pinsoglio battuto.

La sblocca il Folletto

La solfa cambia un minimo nella ripresa, se non altro per la maggiore lucidità con cui il Bari porta i suoi attacchi. Dalla panchina il duo Beni-Colantuono prova a dare la scossa gettando nella mischia Raicevic al posto dell’imbambolato Parigini, e la mossa paga quasi subito. Al 63′ Sabelli mette in mezzo per Galano, che approfitta del buon movimento delle punte per punire il buco della difesa laziale e render vana l’uscita disperata di Pinsoglio.

Beni, acquisito il vantaggio, prova a tenere alta la squadra mandando in campo Maniero al posto di Floro Flores, mentre Vivarini si gioca il tutto per tutto inserendo Insigne per il difensore Nica. La mossa del tecnico pontino si rivela fin da subito azzeccata, perché coglie di sorpresa un Bari finito troppo presto sulle ginocchia: nel finale è provvidenziale Micai prima su Bonaiuto (riflessi killer dopo la deviazione di Capradossi) e poi sulla punizione insidiosa di Corvia. Anche Daprelà prova a dar senso ad una prova opaca, respingendo col corpo la conclusione a botta sicura di Bruscagin.

Ma il fortino biancorosso resiste agli assalti disordinati ma pericolosi del Latina, e alla fine gli sforzi sono premiati: al 92′ è Fedele a chiudere i conti con un missile dal limite su punizione che trova la sfortunata complicità di un difendente del Latina e fredda Pinsoglio. Il massimo col minimo. Per ora basta, ma in futuro ci vorrà qualcosa di più.